Vota e fai votare

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Le elezioni si avvicinano.
Chi vota di persona può stare tranquillo, ha quasi 1 mese di tempo (10-11-12 gennaio 2014). Invece chi vota per corrispondenza deve farlo entro lunedì 23 dicembre.

Se conoscete colleghi che "nicchiano", convinceteli ad esprimere il loro voto e a non essere passivi rispetto alle decisioni che li riguardano: datevi appuntamento presso la sede dell'Ordine (che sarà aperta per le votazioni fino alle 22:00!) e poi fatevi due passi in centro o due chiacchiere davanti a una bella cioccolata calda.

PS. Per quelli che continuano a chiedermelo: sì, sono candidato all'Ordine. Se non bastano i video e gli articoli che ho scritto qui potete consultare la lista dei candidati sul sito dell'Ordine: vi assicuro che non è un mio omonimo e neppure un sosia, sono proprio io.


→ Sto organizzando un piccolo ritrovo per chi vuole andare a votare anche il 23 dicembre. Se vi va, ci vediamo lì, ci conosciamo e ci scambiamo gli auguri di persona.
Per i nerd: se avete un cellulare Android o un account Google, andate nel calendario delle iniziative cliccate sull'evento e scegliere "aggiungi al mio calendario".

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Faccia da quorum

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La prima convocazione per le elezioni dell'Ordine del Lazio è finta.

Ecco gli indizi incontrovertibili che si tratta di una "convocazione da condominio":
  • una sola data (23 novembre)
  • di lunedì
  • dalle 9.00 alle 17.00 (ma perché, gli psicologi non lavorano? e perché mezza giornata?)
La seconda convocazione, invece,
  • tre date (10-11 e 12 gennaio)
  • nel week-end (venerdì, sabato e domenica)
  • dalle 9.00 alle 22.00

Ma perché fare una convocazione finta?

Ho detto che è come una convocazione condominiale? Chiedo scusa, mi sono sbagliato. È molto, molto peggio. Perché per il condominio bisogna essere il 50%+1 o i 2/3. Per la votazione degli psicologi
In prima convocazione il quorum è raggiunto qualora abbiano votato almeno n. 5.648 elettori, pari a un terzo degli aventi diritto (ai sensi dell'art. 20, comma 11, legge 56/89)
Chi lavora all'Ordine già sa che vota meno di 1 psicologo su 3. E cosa fa? Ha cercato in questi anni di rimediare alla situazione? Ha facilitato l'espressione del voto? Ha coinvolto attivamente i colleghi per renderli più partecipi?

No. Convoca una votazione fasulla e punta direttamente alla seconda. Già, perché alla seconda convocazione bastano 1/6 dei votanti per raggiungere il quorum.
2.800 elettori su 17.000.
Io credo sia una grave sconfitta che solo uno psicologo su sei si interessi della vita dell'Ordine. È una sconfitta dell'Ordine, innanzitutto, ed è una sconfitta di noi professionisti.

Non è un caso che non riusciamo ad ottenere praticamente nulla dal comune, dalle istituzioni regionali e nazionali. Per battere i pugni bisogna averli, i pugni. Noi abbiamo tante dita sparse come nel gioco dello shanghai.

I numero sono spietati. Non possiamo far finta di niente o attribuire la colpa agli altri. Siamo psicologi, non magistrati o sacerdoti. A noi non importa la colpa. Importa la causa. È ora che ci mettiamo a riflettere sul perché si è giunti a questa disaffezione, perché non riusciamo ad applicare il problem solving ai nostri problem, perché dissipiamo tempo, energie e denaro in azioni inutili e spesso autolesive per la nostra professione. È ora che si dia una virata decisa a questa tendenza, riportando tutti i professionisti a interessarsi della propria professione.

Vi lascio con due interrogativi:
  1. Se non ci curiamo noi dei nostri interessi, chi altro li curerà al posto nostro?
  2. Se noi siamo i primi a trascurarci, come possiamo lamentarci se il mondo della sanità e della cultura ci marginalizza?

Pensateci. E poi agite.




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Non votate CHRISTIAN GIORDANO alle elezioni dell'Ordine

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Alle elezioni del 23 dicembre e del 11-13 gennaio non votate Christian Giordano.

Votatene uno solo, votatene 5, votatene 9, cotate le facce più simpatiche o quelli che sono nati in giorni dispari, votateli seguendo l'ordine alfabetico o lanciando in aria una moneta... Insomma, votate chi vi pare, ma votate!
Fatelo per voi stessi e per i vostri colleghi. Se le percentuali di votanti saranno misere come negli anni passati sarà una sconfitta per tutti e una vergogna per ciascun psicologo.

Sia chiaro: se scriverete il mio nome tra le 9 preferenze che potete indicare nella scheda ne sarò felice. Ma l'importante non è che votiate me. L'importante è che votiate.

La mia candidatura, mi ha detto una volta +Nicola Piccinini, è una mission impossible. Per una questione matematica: per quanta buona volontà possa metterci, giustamente (e ringrazio Nicola per il confronto la "colleganza") in pochi segneranno un nome sconosciuto. Chi si è candidato alle passate elezioni da "sconosciuto" sa quanto sia complicato raggiungere un numero decente di voti.

Il fatto è che non sono in nessuna lista, non appartengo a nessun gruppo politico, non sono un docente universitario, non lavoro alla ASL o in settori pubblici, non sono mai andato in TV... insomma: non ho né "fama" né "potere".
È difficile raccogliere consensi se non hai né fama né potere.

Inoltre ho un paio di vizi che rendono poco appetibile darmi il voto: non mi piacciono le raccomandazioni, di nessun tipo e di nessun grado, quindi chi mi vota sa che se venissi eletto non lo favorirei. Inoltre, il mio altro vizio è che penso che agire eticamente significhi fare la cosa giusta per sé e per gli altri, per cui rifiuto i comportamenti e i pensieri mafiosi.

Vi garantisco una cosa: se nonostante tutto verrò eletto, farò di tutto per fare il bene della nostra professione e di tutti voi colleghi dall'interno.

Se non verrò eletto, continuerò ugualmente a portare avanti le iniziative a favore dei colleghi, soprattutto quelli usciti da pochi anni dall'Esame di Stato o dalle specializzazioni.
Invitando tutti i colleghi a contribuire col loro poco (poco tempo, poche competenze, poca voglia, poche idee etc.).

L'architettura del cervello (processi paralleli e distribuiti) ce lo dimostra: tanti "poco", messi insieme, possono fare la differenza. E se ve lo dico l'11/12/13 dovete crederci per forza.
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Truffa Psicoterapia su Groupon: il problema è l'abuso o la pubblicità?

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I fatti sono questi: su Groupon una ragazza cagliaritana vendeva un coupon di 3 sedute di "psicoterapia" a 29€.

Groupon in seguito alle segnalazioni ha rimosso l'annuncio, che è stato rimesso semplicemente cambiando la parola "psicoterapia" con "coaching". La foto che vedete qui sopra è quella che la finta-psicologa di Cagliari ha usato su Groupon. Tutto regolare, no? Chi è che non fa coaching sdraiato sul lettino, oggigiorno? Anche Freud, del resto, era un coach, vero?

E l'Ordine che fa? Come tutela la nostra professione? Dov'è quando si tratta di difendere noi e le persone dagli abusi? Sono domande che si stanno facendo tanti colleghi. Questi argomenti però escono fuori solo quando scoppia il caso (tipo la psicoterapeuta che parlava con gli angeli → vedi il video): facciamo pressing sui nostri Ordini di appartenenza affinché vigilino sull'abuso della professione.

Il punto che mi interessa discutere con voi, però, è questo: fare pubblicità alle attività da psicologo è sbagliato e dannoso a prescindere?

Il marketing è antiprofessionale?

In un suo commento +Paola Sacchettino centra il punto cruciale con molta efficacia:
Io però resto interdetta…il problema qui è solo l’abuso di professione? Svendere la categoria con un coupon “offerta speciale”, come si trattasse di una borsetta o un paio di stivali ci fa onore? Ma siamo una catena di supermercati o professionisti seri? L’Ordine dovrebbe chiarire che questa operazione commerciale è scorretta e antiprofessionale in ogni caso, anche se lo psicologo fosse iscritto regolarmente all’albo. Non è il primo che vedo di annuncio simile…
La preoccupazione per l'immagine della professione è sacrosanta e legittima. Dovremmo tutti preoccuparci di più di come appariamo pubblicamente, delle foto che pubblichiamo su Facebook, dei video su YouTube, di ciò che scriviamo e di come ci comportiamo a lavoro etc.

Dal momento in cui ci iscriviamo all'Ordine non rappresentiamo più solo noi stessi ma l'intera categoria e dobbiamo fare il possibile per rappresentarla con onore e dignità.

Fare marketing - sia chiaro - non significa "fregare la gente". Il codice deontologico e il buongusto valgono anche quando preparate il biglietto da visita, i volantini o la pagina web in cui vi pubblicizzate. Credo sia sciocco, inutile e superficiale mettersi qui a ribadire che il marketing
  • non deve essere ingannevole
  • non deve avvalersi di immagini pornografiche o shockanti
  • non deve offendere valori legati a sesso, etnia, religione etc.
  • non deve incitare all'odio e alla violenza
  • non deve contravvenire le leggi dello Stato

Diamo per scontate queste cose, per cortesia. E riflettiamo su questa domanda: «Ogni operazione commerciale da parte dello psicologo è scorretta?».

Alcuni pensano di sì. L'unico mezzo "dignitoso" per per pubblicizzare la professione è il passaparola. O al massimo la targa in ottone fuori dallo studio.

Io credo che si stia facendo tanta confusione: innanzitutto si dà per implicito l'assioma psicologia = psicoterapia. La clinica non è l'unico settore della psicologia. Inoltre, temo che ancora sopravviva un'idea di sacralità della professione che ci danneggia sotto molti punti di vista: trasforma lo psicoterapeuta in santone (quindi rende inefficace la relazione terapeutica), veicola il messaggio che lo psicologo è solo un "guaritore" e non un professionista del benessere.

Certo, se vivete la professione come Sciamani o Madri Salvatrici che soccorrono l'umanità sofferente, allora sono il primo a dire che non potete farvi pubblicità. E non potete assolutamente farvi pagare (sarà anche per questo che gran parte dei colleghi lavora gratis?).

Già, i soldi. Dire che nessuna pubblicità è lecita nasconde un'ipocrisia di fondo: quando il cliente verrà nel tuo studio gli chiederai il vile, fetido, sporco denaro. E magari gliene chiederai anche tanto. E 8 psicologi su 10 non faranno la fattura ed evaderanno il fisco. Però guai a considerare il lavoro di psicologo una professione da pubblicizzare come le altre! Sarebbe svilente.

Altra ipocrisia: nessuno leva gli scudi per i tanti, tantissimi, troppi colleghi che offrono le prime sedute gratis. Eppure sarebbe facile dire che "svendono" la consulenza come se fosse l'assaggino di grana padano negli stand all'Auchan. Nessuno si lamenta delle convenzioni stipulate dall'Ordine nelle quali noi prestiamo a titolo gratuito la nostra professionalità in cambio di... nulla. Oppure degli interminabili volontariati alla ASL, nei Consultori, nei centri clinici etc. nei quali non solo si "svende" gratis la propria professione ma anzi ci si rimette in tempo, benzina etc.


Insomma, prendete una decisione coerente: o vi fate pagare - e quindi è una transazione commerciale per la quale non solo dovete fare marketing, ma dovete fare un buon marketing! - oppure vi sentite investiti di un Compito Sacrale e lavorate gratis aspettando come Motori Immobili che la gente venga a bussare alla vostra porta.


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Il "vizietto" del voto per corrispondenza

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La newsletter e il sito dell'Ordine del Lazio - scritti con un font 6,5 da visita oculistica - ribadiscono diverse volte in rosso che
Per essere valido il voto per corrispondenza dovrà pervenire al seggio elettorale entro e non oltre le ore 17,00 del 23 dicembre 2013.
Come diciamo a Roma: aridaje!
Ma insomma, ancora con questa storia della data di arrivo? 

Avevo già segnalato a giugno il pervenire del →Referendum sugli articoli del codice deontologico. E ora me lo ritrovo qua nelle
Quello delle elezioni dell'Ordine del Lazio è un →voto ad ostacoli, per cui se decidete di spedire il vostro voto:
  • dovete far autenticare la firma da un notaio/ufficiale
  • dovete votare solo alla prima (finta) votazione del 23 dicembre 2013, perché dopo alla (vera) votazione di gennaio 2014 non potrete più votare;
  • oltre a ciò: il pervenire.
O la lettera perviene entro e non oltre le 17 del 23 o il voto non sarà valido.

Ma come faccio a sapere quando perviene? E se il postino si trova imbottigliato nel traffico di Roma e si lascia qualche lettera per il giorno dopo? E se si ferma dal porchettaro a mangiare un panino e arriva al seggio dopo le 17?

Ma soprattutto, perché il voto per corrispondenza deve pervenire entro il 23 se tanto è una data farlocca?

Siamo nel 2013 e votiamo come se fossimo nel XII secolo. Ora vado a riporre il mio liuto accanto al telaio di palissandro intarsiato ove la castellana suole tessere i suoi arazzi e mentre nutrirò i miei astori da falconeria rifletterò su questa situazione.

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