Se lo psicologo non guadagna la colpa è dei bambini

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Bisogna stare attenti con le parole. Se dici #vinciamonoi e poi non vinci sembrerà che non conti più niente anche se fai il 22%. Se dici #staisereno e poi dopo una settimana pugnali il tuo alleato invece non succede niente. Ma questo è un altro discorso.

Perché non si dica che non ho imparato nulla da queste lezioni di vita, ho passato in rassegna tutte le bozze dei miei articoli e ho chiesto al Maestro Yoda (il senior recruiter & life coach di Star Wars appollaiato accanto al mio computer che solo io posso vedere):
«Venerabile Maestro, quali tra questi argomenti è opportuno pubblicare?»
Dopo aver socchiuso gli occhi ed aver appoggiato il mento sul bastone, Yoda sussurra in un rantolo:
«Insidiosa la strada del confronto è, mio giovane padawan. La forza seguire tu devi. Altro dirti non posso»
Suggerimento utile come un libro di Raffaele Morelli quando hai in cura uno schizofrenico paranoide. Ma Yoda è come la Roma: non si discute si ama. Per cui invocando la Forza e accendendo un cerro a S. Maurizio Costanzo patrono della concordia (booooni, state bboooniii), ho ragionato tra me e me:
  • Dei counselor e dei grafologi non si può parlare, perché sono più permalosi di un chihuahua con il disturbo da disforia premestruale. Le rappresaglie delle scuole che formano grafocouchselor sono terribili! Sguinzagliano i loro allievi per spammarti il blog e i social di insulti neanche fosse un post di Grillo, ti radiano a vita, ti cuciono una lettera scarlatta sul pantalone e possono persino arrivare a cancellarti dagli amici di Facebook!
  • I medici non si possono neppure nominare, come sta scritto nel comma 0.0 della legge 56/89 che istituisce la professione di psicologo, pena l'essere declassati da "professione sanitaria" a "manovalanza circense". E se l'ira dei discepoli di Esculapio si acuisse, che ne sarebbe poi del mitologico Psicologo di Base?
  • Dell'Ordine del Lazio non si può più dire nulla perché corre voce che quando viene pronunciato il nome di voi-sapete-cosa si viene colti dalla Maledizione Senza Perdono. I consiglieri, tuttavia, hanno smentito pubblicamente tali voci e hanno dichiarato che sono aperti al confronto e al dialogo invitando tutti coloro che hanno opinioni differenti a discuterne direttamente nelle segrete del Castelletto. Il fatto che finora non si sia letta da nessuna parte neanche una sola opinione discordante coincide solo casualmente col fatto che nessuno sia mai riuscito a fuggire dalle segrete del Castelletto. 
  • Della psicoanalisi non si può parlare perché ciò costituirebbe indubitabile segnale di indivia del pene degli afroamericani e paleserebbe un desiderio perverso di fare sesso con tua madre, tuo padre, fratelli, sorelle, zie, cugini e il criceto hamtaro.
  • Del CNOP non si può parlare perché la guerra si sta svolgendo underworld, giochi di potere, alleanze e lotte all'ultimo sangue, e solo dopo le nomine sapremo se hanno vinto i Lycan, i Vampiri o Cultura e Professione.
Come potete immaginare, questi ragionamenti mi hanno reso avvilito e depresso. Se le cose stanno così, mi sono detto, significa che non potrò più parlare di nulla! E se qualcosa di ciò che vedo non mi piace?
Facendo capolino tra i volumi della mia libreria, Gottfried Wilhelm von Leibniz mi rispose:
«Se ti accorgi che questo non è il migliore degli ordini possibili significa che stai valutando male».
«E se non condivido una scelta dell'Ordine?».
«Il tuo dissenso è il modo di punire tua madre per il trauma della nascita che ti porta all'inconscio desiderio di fusione in Thalassa, è ovvio» - mi risponde Sándor Ferenczi su whatsapp (sì, vedo anche Ferenzi, oltre Yoda e Leibniz).
«Anche se mi viene imposto il POS?».
«Sarebbe il migliore dei POS possibili» - ribatte Leibniz.  
«E se gli studi di settore dicono che noi psicologi guadagniamo come il dentista delle dive di Hollywood e ci tassano l'immondizia come se sversassimo fusti radioattivi?»
«Non potrai protestare perché siamo tutti monadi autosustanziate» - replica Leibniz - «E comunque» twitta Ferenczi «la differenza di opinioni è colpa della tua uretra perversa che espelle polimorfo liquido thalassastico (vorresti fare sesso con tua madre, è comprensibile...)».
«Ma allora quando sento il desiderio di condividere le mie perplessità, le mie proposte, le mie critiche o le mie idee, se tutti sono disposti al dialogo solo quando il dialogo è di lode e consenso, come potrò fare?».
«Prenditela con i bambini! - mi suggerisce con voce asmatica e  trascinando le catene Ebenezer Scrooge, la più cinica e spietata delle mie apparizioni - Tanto quelli sono troppo piccoli per protestare. E poi ci hanno fatto il callo: dopo Melanie Klein, Margaret Mahler, Eric Berne e gli altri l'età infantile ci è abituata a essere additata come la causa di tutti i mali degli adulti. E comunque i bambini hanno di meglio da fare che leggere il tuo blog».
Ebbene, miei cari bambini, sappiate che da oggi in poi se le cose per gli psicologi italiani non andranno bene sarà colpa vostra. Ed è inutile che facciate gli occhioni teneri e i sorrisetti paffutelli: non ci caschiamo. Quindi o accettate il confronto in modo adulto e costruttivo, oppure vi togliamo il biberon. Siete avvertiti.
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I 100 giorni del nuovo Ordine degli Psicologi del Lazio

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Grande notizia! Grandi cambiamenti! O forse no? L'Ordine del Lazio ha inviato a tutti gli iscritti una newsletter per i 100 giorni tipo "esame di maturità" (solo che lì sono i 100 giorni prima dell'esame e girano più alcool e più marjuana). Mi sarei aspettato un metatesto, con collegamenti ai gruppi di lavoro, al bilancio etc e invece questa newsletter è una semplice pagina. L'Ordine 2.0 arranca ancora un po' ad affermarsi, pare.

Sono passati circa 4 mesi dall'insediamento del nuovo Consiglio. Quattro mesi non sono pochi, ma considerando la macchina elefantiaca dell'Ordine non sono neanche molti. Non mi stupisce, quindi, che nella newsletter al di là degli annunci senzazionalistici di concreto ci siano solo la partecipazione alle sedute dell'Ordine (un provvedimento a costo zero) e l'assistenza legale a 4 colleghi per il ricorso sui rifiuti.

I restanti punti in elenco sono la descrizione del lavoro quotidiano dell'Ordine (non si capisce mai se solo degli 8 consiglieri di AltraPsicologia o anche degli altri 7. Da come è stato pubblicizzato si ha l'impressione che sia un lavoro solo di AP). Ci sono prese in visione, inizi di dialogo e ipotetici probabili verosimili futuri risparmi da definire riguardo alla Rivista e a PsycInfo. Lo stile di pompare la comunicazione lo trovo un po' renziano, ma magari ad altri colleghi piace.

Trovo positivo l'investimento sulla partecipazione diretta e attiva. Il male dell'Ordine è sempre stato lo scarso coinvolgimento degli psicologi e le ultime elezioni non hanno dato segnali significativi di discontinuità. Certo, il "canale di comunicazione diretto" non è niente di nuovo, anche prima esistevano gli indirizzi email e i form per comunicare con l'Ordine. È nuova la promessa di ascoltare e dare rilievo a ciò che viene comunicato.

Modulo per le proposte all'Ordine
Su quali situazioni, criticità, progettualità vorresti che l'Ordine si attivasse? Cosa vorresti veder realizzato dall'Ordine in questi 4 anni di mandato?
Compila il modulo e comincia a partecipare attivamente al governo della tua professione :)

Le azioni dell'Ordine punto per punto

Vediamo l'elenco delle azioni compiute in questi 4 mesi punto per punto:
  1. Non è stato abolito il Notiziario cartaceo. È stato dato mandato al Comitato di Redazione di decidere se passare il Notiziario sul web o no. Io penso che questo passaggio si farà (Piccinini da consigliere si battè molto per il passaggio al web, anche se scelse di dimettersi dall'incarico poche settimane dopo per questioni che potete leggere sul suo blog). Finora di definitivo non c'è nulla.
  2. PsycArticle e PsycInfo non saranno più disponibili dal sito ma solo su postazioni del Castelletto. Il motivo, si legge, è che solo l'1.5% l'ha utilizzato. La mia opinione: se solo l'1.5% degli iscritti ha usato PsycArticle e PsycInfo secondo me è perché quasi nessuno degli psicologi del Lazio sapeva che c'era questo servizio. Basta chiedere in giro. A questo punto mi chiedo: a che serve metterlo su due postazioni multimediali? Due postazioni per 17.000 iscritti? Dopo aver ribadito per mesi in campagna elettorale che il Castelletto è impraticabile e scomodo, a che pro mettere lì le postazioni? Io abolirei del tutto il contratto, anche perché la banca dati EBSCO è già disponibile per tutti gli psicologi dall'area riservata de CNOP. Semmai l'Ordine potrebbe fare richiesta al CNOP di potenziare il contratto.
  3. Come per il Governo Renzi, dopo le slide manca il DEF. Non sappiamo né quanto né dove si risparmierà. Vi terrò aggiornati quando il "documento di approfondimento e dettaglio" delle risorse economiche verrà pubblicato.
  4. I restanti punti sono stati presentati un po' ad effetto ma a ben vedere si tratta di ordinario lavoro di un Ente: lavoro di rappresentanza ("presidiare i tavoli istituzionali", "incontro con ConfCommercio" etc.), routinario lavoro d'ufficio ("prodotto un elenco...", "inviato email" etc.), divisione del lavoro tra colleghi ("dato incarico agli uffici, dato mandato..."). Forse è stato enfatizzato perché nella gestione precedente i consiglieri non facevano neppure queste attività minime, non saprei.
  5. Impegno a migliorare performance, efficienza e valutazione interna dell'Ente. Nella precedente consigliatura Piccinini denunciò più volte l'eccesso di personale e le retribuzioni ingenti e non collegate a reali e dimostrabili meriti. Principi che ho sempre condiviso. Vedremo se nei prossimi mesi seguiranno dei provvedimenti concreti e di che tipo.
  6. Esame di Stato. È iniziata l'analisi della situazione ma di fatto la modifica dell'EdS è una questione nazionale e non regionale
  7. Il sito web non è ancora stato modificato. E non lo sarà a breve. Entro luglio si deciderà chi deve occuparsene (in base a quali criteri?) che se tutto va bene per l'inizio del 2015 avremo un nuovo sito.  Speriamo che finalmente mettano la favicon. 
  8. È stato chiamato un esperto di comunicazione online e social. Ma non viene specificato chi sia né quanto sia stato pagato, quindi non vi so dire altro. Dopo le battaglie sulle consulenze esterne pensavo che l'attuale maggioranza avrebbe curato di più la trasparenza...
  9. Attivazione di una piattaforma per seminari online gratuiti. L'Ordine promette che «già da prima dell'estate cercheremo di proporre delle prime iniziative rivolte agli iscritti». Considerando che siamo già prima dell'estate e che l'estate astronomica inizia il 21 giugno, direi che la tabella di marcia parte zoppicando.
Un elenco condito con frasi d'effetto che a qualche psicologo di mia conoscenza sono sicuro piaceranno tantissimo: "fundraising, azione di networking lobbying con un primo slot di soggetti valutati come strategici rispetto alle progettualità in essere". Io sono all'antica, preferisco l'expecto patronum e il linguaggio alchemico di Trismegisto.

La partecipazione alle riunioni del Consiglio

Riguardo alla riunione del Consiglio aperta a tutti (una delle due azioni concrete) ho applaudito all'iniziativa e, considerando che la riunione è in un giorno feriale e che dura 7 ore ho proposto di dare la possibilità di partecipare per mezza giornata (mattino o pomeriggio). Se l'obiettivo è il coinvolgimento dei colleghi, in questo modo si raddoppiano le presenze. È un'azione a costo zero e bastano 20 secondi per attuarla. La cosa ha un po' infastidito il presidente Piccinini che ha riposto un po' piccato su Facebook. Ma spero che questa mia proposta venga presa in considerazione. Anche perché ricordo che proprio Piccinini nel suo blog quando era consigliere si lamentava della durata delle sedute (e da consiglieri è un onere parteciparvi e si è anche pagati per farlo.).

Aggiornamento del 26/05: su Facebook vengo a sapere che ci sono colleghe lodate del Presidente le quali hanno partecipato per 3 ore circa. Ciò indica che la mia proposta non era così pretenziosa, come mi era stato detto. A volte ascoltare posizioni differenti può essere uno stimolo utile senza viverle come un attacco da cui difendersi con le unghie.

Gruppi e commissioni

Infine, sono state attivate due nuove commissioni: Tutela e Università. Parallelamente sono stati avviati i primi 4 gruppi di lavoro, Poiché la newsletter è 1.0 e non vengono né linkati i gruppi né elencati i nomi (cosa che, personalmente, mi stride parecchio dopo l'iperdettagliamento dei punti precedenti) provvedo io:
  • Psicologia e Scuola - coordinatrice: dottoressa Anna La Prova (consigliera); componenti: dott.ssa Letizia Moretti, dott.ssa Paola Petrillo, dott.ssa Maria Caccetta, dott.ssa Silvia Baldi, dott.ssa Maria Filomena Casale;
  • Formazione e Qualità in Psicoterapia - coordinatrice: dott.ssa Francesca Mastrantonio; componenti: dott.ssa Alessandra Cescut, dott.ssa Veronica Dell’Oste, dott. Gennaro Accursio, dott. Angelo Pennella, dott. Luigi D’Elia
  • Rischio Stress Lavoro Correlato - dott. David Pelusi (consigliere); componenti: dott.ssa Ileana Moriconi, dott.ssa Daniela Cerboni, dott.ssa Isabella Corradini, dott.ssa Laura Barnaba, dott. Franco Amore
  • Cure palliative e terapia del dolore - coordinatrice dott.ssa Monia Belletti, componenti: dott.ssa Rosa Bruni, dott. Giampiero Genovese, dott. Carlo Piredda, dott. Marco Tineri
Ancora non si sa cosa faranno in concretoquando lo faranno. Non è stato spiegato in base a quali parametri siano state effettuate le nomine e, leggendo i curricula di alcuni, sono rimasto sinceramente perplesso. Ma su gruppi e commissioni torneremo in futuro in modo più approfondito.

Anche in questo caso, visto i valori e i principi portati avanti da AP e le battaglie fatte in passato per la trasparenza nella formazione degli incarichi, confesso di essere rimasto un po' deluso. In passato, riguardo agli incarichi per richieste all'Ordine, Nicola Piccinini aveva proposto:
«Ho fatto esplicita e ripetuta richiesta affinché si implementi un database di colleghi esperti per competenza e per altri criteri significativi (da studiare ad hoc), che si sviluppino chiare e pubbliche procedure di coinvolgimento dei colleghi, che in futuro si attinga a questi network utilizzando quindi pratiche più trasparenti, aperte e partecipate».
Era quindi lecito quindi aspettarsi una discontinuità nella gestione delle Commissioni, dei Gruppi, degli incarichi e delle collaborazioni e c'è da chiedersi se questo database sia stato realizzato e sia trasparente. Nell'elenco non c'è e non è neppure menzionato di aver iniziato quantomeno ad individuare i criteri ad hoc. Forse sono solo 4 mesi e mezzo e bisogna aspettarne altri 4 o 8, ma finora questa discontinuità l'ho vista solo nello stile più informale e nell'aumento di emoticons nelle comunicazioni istituzionali.

Aggiornamento: il 26/05 su Facebook viene comunicato che sono stati istituiti altri 4 Gruppi di Lavoro:
  • Psicologia e Welfare
  • Psicologia dello Sport
  • Violenza nelle relazioni intime
  • Psicologia e Alimentazione
Non si sa ancora da chi siano composti, ci tornerò in seguito. Viene confermata la riattivazione di PsycINFO e PsycArticles dalle postazioni dell'Ordine (non viene specificato se due o più) e c'è anche la comunicazione che sono stati attivati "i servizi legale e fiscale, gratuiti per gli iscritti, che saranno disponibili a breve".
I servizi legale e fiscale erano già attivi e gratuiti per gli iscritti. Se, come mi sembra di capire, si intende che si potrà usufruire del consulto dell'avvocato e del commercialista sempre e non solo 1-2 volte com'era finora, sarebbe la terza azione concreta messa in atto dall'Ordine. Un'ottima azione concreta. Sembra però che non sia così.
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Miti contemporanei: "inventarsi il lavoro"

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Dato che manca il lavoro bisogna inventarselo? Ma cosa significa esattamente "inventarsi il lavoro"? Non dare per scontate le frasi fatte può essere utile a formarsi un pensiero sul mondo che ci circonda.

Da un lato ci sono i fatti e i numeri nudi e crudi: disoccupazione, chiusura di aziende e imprese, vie piene di saracinesche abbassate e vetrine vuote, enorme disparità salariale, tasso di povertà, suicidi. Dall'altro lato ci sono le chiacchiere, l'opinionismo seriale e la spocchia.

DRAMMA SOCIALE <- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ->  LUOGHI COMUNI

È questa la cornice entro la quale si muove la retorica dell'invenzione del lavoro.

Nessuno nega che esistono persone che hanno davvero idee geniali, attitudine al lavoro autonomo e iniziativa imprenditoriale. Ma non tutti hanno queste caratteristiche. Non tutti sono Steve Jobs, Larry Page o qualche altro self-made-man. Gli psicologi sanno che sono necessarie determinate attitudini e determinati valori lavorativi per essere autonomi, creativi e sostenere lo stress legato al rischio.

Partiamo da un numero preciso: i disoccupati in Italia sono 3.293.000 persone. Tre milioni di stupidi? Tre milioni di incapaci? O forse il fenomeno è un po' più complesso? Per me, come diceva Quelo, è la seconda che hai detto.  

Numeri 1 o migliori?

Alcuni si giustificano dicendo che quando dicono "inventatevi il lavoro" lo fanno per incitare a non essere passivi. Una variazione sul tema del "Dacci dentro, ragazzo!". L'Analisi Transazionale avrebbe molte cose interessanti da dire al riguardo.
Chi vi sprona a darci dentro vi nasconde però una semplice verità: Solo uno può essere numero uno. Dover essere il numero uno ha due conseguenze molto spiacevoli:
  1. se arrivi secondo o terzo non sei nessuno;
  2. per arrivare primi devi eliminare i potenziali concorrenti, quindi incita al conflitto.
Io preferisco incitare a dare il meglio di sé. Tutti possono dare il meglio di sé. E il criterio non è eteronormativo ma fondato sulla conoscenza di sé e sullo sviluppo del proprio potenziale. Essere numeri uno, invece, è una meta perfezionistica e spersonalizzante.

Nella maggior parte dei casi, "inventatevi un lavoro" è sinonimo di vergognatevi!, e viene detto a conclusione di una rampogna col ditino alzato che rimprovera questi fannulloni disoccupati che non sono in grado di inventare il lavoro:
«Eh, se ti aspetti di avere un contratto, di essere assunto, di avere il posto fisso stai fresco, bello mio! Sono cambiati i tempi, il mondo del lavoro è diventato complesso - che in altre parole significa: Dacci dentro, perché se ancora non hai un lavoro, se ancora non sei riuscito è solo colpa tua»

Che cosa inventare?

Anche in questo caso, sono assolutamente convinto che bisogna essere "imprenditori di sé stessi" e che bisogna tirarsi su le maniche. Ma, mi chiedo, di quanti lavori nuovi ha bisogno la società? E soprattutto, senza essere troppo ingenui e superficiali, chiediamoci: quante idee sono realizzabili partendo da zero?

Vi sorprenderà, ma la maggior parte delle persone disoccupate non ha famiglie ricche o potenti raccomandazioni alle spalle. "Inventarsi un lavoro" senza avere i soldi per affittare un locale, senza potersi comprare le attrezzature, senza potersi pagare il marketing e senza avere il modo di ammortizzare le perdite inevitabili nel primo periodo in qualsiasi tipo di impresa non è così semplice. Sicuramente è più semplice dire "inventatevi un lavoro".

Il web è pieno di persone che consigliano come inventarsi il lavoro, raggiungere il successo, fare marketing efficace e CEO infallibile. Ma spesso le ricette proposte dai "venditori di marketing" consistono in una serie di strategie per fregare meglio il prossimo e arricchirsi alle sue spalle. Non è il tipo di società nella quale desidero vivere e non sono questi i valori che rendono una vita degna di essere vissuta.

In conclusione

Ci sono mille cose da poter dire su come autopromuoversi. In questo articolo non mi sono voluto occupare di questo ma dell'altra faccia della medaglia.

Come psicologo, credo che se ci sono ostacoli personali che intralciano con il successo lavorativo come ad esempio bassa autostima, un copione di vita fallimentare, una ricorsività nell'autosabotare sistematicamente tutte le occasioni di successo, una fobia sociale, un'incapacità a pianificare e gestire le proprie risorse etc è bene rimboccarsi le mani e cambiare, o da soli o chiedendo aiuto a un professionista. Ma trovo criminale che la società aggravi la depressione e la disperazione dei disoccupati da una parte proponendo standard irraggiungibili o sbagliati che vanificano qualsiasi strategia di coping, dall'altra colpevolizzandoli e innescando l'impotenza appresa.

Ognuno ha le proprie responsabilità: stato, società, individui. Chi è più fortunato vivrà meglio attingendo alla compassione e allo spirito di solidarietà piuttosto che ergendosi a giudice, spargendo veleno e intossicandosi con il veleno della critica.
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Psicologi obbligati al POS dal 30 giugno 2014

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Gli psicologi sono obbligati ad avere il POS per consentire i pagamenti dei pazienti o sono esonerati? E sono esonerati solo quelli sopra una certo fatturato o tutti? Come stanno le cose?
obbligo-pos-psicologi

Se state cercando una risposta secca alla domanda «Noi psicologi siamo obbligati ad avere il POS per permettere i pagamenti con carta di credito e bancomat?», la risposta è: sì. Entro il 30 giugno 2014 dovrete avere un POS nel vostro studio.

L'Ordine degli Psicologi del Lazio si era occupato della questione nella Newsletter n. 35 del 29 novembre 2013 (Chiarimenti sull'obbligo di POS per i professionisti) e nella recente News del 05/03/2014 (Chiarimenti circa l'obbligo di POS per i professionisti) dove viene spiegato che

«Il "Milleproroghe 2014" stabilisce che l'obbligo decorrerà a partire dal 30 giugno 2014. Ricordiamo che al momento l'obbligo riguarda i soli professionisti il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento sia superiore a € 200.000,00 e solo per pagamenti di importo superiore a € 30,00
Aggiornamento del 19 febbraio 2014
Il 27 gennaio 2014 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministero dello sviluppo economico del 24 gennaio 2014 recante Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito. Tale Decreto circoscrive l'obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito ai soli professionisti il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento sia superiore a € 200.000,00 e solo per pagamenti di importo superiore a € 30,00. Il Decreto non obbliga, dunque, il cliente/paziente ad effettuare pagamenti esclusivamente attraverso carte di debito, ma si limita ad offrigliene la possibilità. Se ne deduce che il cliente/paziente che non voglia tener traccia nei propri documenti bancari di questa sua spesa potrà continuare ad effettuare pagamenti in contanti, sempre che siano inferiori a € 1.000,00».
L'obbligo c'è, viene detto, ma riguarda solo i colleghi che nel 2013 hanno fatturato più di 200mila euro. La maggior parte degli psicologi che, purtroppo, guadagna a malapena 100mila euro annui ha tirato un sospiro di sollievo.

Vi siete sollevati abbastanza? Ok, ora può bastare. Perché se anche a voi - come a molti colleghi con i quali ho parlato - è sfuggito quel "al momento", sappiate che l'obbligo del POS riguarda anche voi.

Spiega infatti il Sole24ore che per i soggetti obbligati è venuta meno la fase transitoria di prima applicazione, prevista dal regolamento, che limitava l'operatività della disposizione sino al 30 giugno 2014 unicamente alle imprese e ai professionisti con fatturato superiore a 200mila euro nell'anno precedente a quello del pagamento.

Quali spese comporta avere il POS?

Avere il POS comporta diverse spese: il "contributo iniziale una tantum" dell'apparecchio, le commissioni sulle singole transazioni, l'eventuale costo dell'abbonamento wi-fi, l'apertura di un conto corrente, nel caso non ne abbiate uno, etc. Prendiamo come esempio l'offerta delle Poste Italiane (che però è limitata solo ai correntisti Banco Posta).

Condizioni standard
Canone mensile di noleggio - POS standard (fisso da tavolo) 15,00€ + IVA
Canone mensile di noleggio - POS cordless 21,50€ + IVA
Canone mensile di noleggio - POS GSM/ GPRS 25€ + IVA

Esistono anche i POS tramite smartphone. In ogni caso, per chi, come me e i miei colleghi ad esempio, non ha la linea wi-fi nello studio dovrà o attivarla o acquistare una sim che si colleghi alla rete internet e che costituisce un ulteriore costo di non poca entità. Va anche tenuto conto che non in tutte le zone d'Italia la rete mobile arriva in modo sufficiente, peraltro.

Avere il POS non obbliga il paziente/cliente a pagarvi col bancomat. Può sempre pagarvi con contanti, se non supera i 1.000 euro. Sembra che, tra le tante promesse, ci siano all'orizzonte commissioni ridotte per noi partite Iva a partire dal luglio 2014. Vedremo. Per ora consentitemi di essere scettico.

Facciamo i conti della serva tenendo presente lo "psicologo medio" di una città come Roma, Bologna, Milano o Torino:
  • affitto dello studio: 60-120€ mensili (per 1 giorno/settimana)
  • 5% sui guadagni [per start up] o 45% sui guadagni [professionisti senza agevolazioni]
  • 2% contributo previdenziale ENPAP (e comunque 780€ di minimo soggettivo)
  • 140€/anno iscrizione Ordine degli Psicologi
  • 100-150€ noleggio una tantum del POS
  • 20-40€ di canone mensile del POS
  • 3%-5% di commissione su ogni transazione POS
  • 20-30€ al mese di linea ADSL oppure 8-15€ al mese di abbonamento wifi mobile
E se lo psicologo non ha lo studio sotto casa, vanno aggiunte circa 30€ di carburante. Se va installata la linea telefonica nello studio e acquistato il router bisogna aggiungere altre spese. Senza contare eventuali guasti e richieste di assistenza del POS da pagare di tasca propria.
Per un giovane professionista questi 50-100 € al mese pesano moltissimo. Se per 80€ di bonus elettorale Renzi ha alzato tutto questo polverone, cosa dovremmo dire noi che non solo non li riceviamo ma siamo costretti a toglierceli dalle nostre tasche?

E non abbiamo ancora preso in considerazione i futuri Crediti Formativi Permanenti, l'assicurazione obbligatoria etc. Insomma, a breve la stangata sarà anche peggiore. Non dovete chiedervi "se" ci sarà, ma solo "quando" arriverà.

Cosa è stato fatto dall'Ordine e dalle Associazioni

Il Movimento 5 stelle tra le altre proposte ha quella di abolire i costi delle commissioni delle transazioni con i POS. L'associazione di psicologi +AltraPsicologia   - attualmente presente nell'ENPAP e in diversi consigli regionali - in un articolo del novembre 2013 aveva preso nota che
«alcune professionali di categoria [ad esempio gli Architetti, ndr] si sono attivate per chiedere che i professionisti siano dispensati dall’obbligo di mettere a disposizione questi nuovi strumenti di pagamento elettronico. Anche Altrapsicologia invierà una propria nota presso i ministeri dello Sviluppo Economico e delle Finanze. Nel frattempo, le organizzazioni dei professionisti devono però andare anche nell’altra direzione: contrattare con il mercato bancario per avere condizioni agevolate. Gli strumenti di pagamento elettronici sono infatti sempre più diffusi.».
+Federico Zanon torna sull'argomento con la consueta chiarezza in un post del 5 dicembre 2013 sul suo blog "La previdenza dei liberi professionisti". Nei siti delle associazioni che si sono presentate alle elezioni non sono riuscito a trovare alcuna informazione. L'Ordine degli Psicologi non ha dato altre notizie oltre quelle che ho riportato. Nel sito di AltraPsicologia e nel blog di Zanon non compaiono altre informazioni al riguardo. Insomma, sembra che non sia stato dato alcun seguito, né in materia di contrattazione con il Ministero (nel frattempo cambiato, dato il rimpasto con Renzi) né nella intelligente e saggia direzione auspicata da Zanon, cioè di trovare interlocutori bancari che fornissero agevolazioni.

Ci ritroviamo così con l'obbligo del POS spiegato male (la maggior parte dei colleghi ha capito che si è esenti se non si superano i 200mila) e senza agevolazioni. Una mannaia che cade sul collo degli psicologi senza preavviso.

La mia opinione

PRO. L'obbligo del POS ha una ratio di fondo, che è quella della tanto sospirata tracciabilità che ci farebbe salire di qualche punto nella classifica dei Paesi col più alto tasso di corruzione e di evasione. Ma la legge obbliga ad avere il POS, non ad utilizzarlo. Solo sopra i 1000 euro non si può pagare in contanti, ma anche in questo caso non si è obbligati ad usare il POS, si può fare un bonifico o un assegno. Un altro "pro" di questa norma è che dà la possibilità alle persone di pagare con carta di credito/bancomat. Non è detto che uno voglia andare in giro con i contati, e ha diritto di poter pagare anche un caffè o un pacchetto di patatine con il mezzo elettronico.

CONTRO. Se fosse tutto gratuito, non avrei nulla contro. Ma non è così. Lo Stato obbliga noi professionisti a dotarci di questa macchinetta infernale accollandoci tutte le spese. Anche nel passaggio al digitale terrestre milioni di persone sono state costrette a cambiare TV o comprare il decoder, ma almeno in quell'occasione misero una agevolazione (si trattava comunque di una carognata, eh). Inoltre non è una reale misura per la tracciabilità.

L'ordine degli Architetti, che aveva fatto ricorso presso il TAR (ricorso che è stato respinto) hanno definito questa norma una "gabella medievale" a favore delle banche. Non posso che essere d'accordo.

Approfondimenti


Cosa dicono le Leggi
Decreto del 24 gennaio 2014 Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito. (14A00618) (GU Serie Generale n.21 del 27-1-2014)
Art 2. §2. In sede di  prima  applicazione,  e  fino  al  30  giugno  2014, l'obbligo di cui al comma 1 si  applica  limitatamente  ai  pagamenti effettuati a favore dei soggetti di cui all'articolo 1,  lettera  d) [d) esercente: il beneficiario, impresa o professionista, di un pagamento abilitato all' accettazione di carte di pagamento anche attraverso canali telematici; ], per lo svolgimento di attivita' di vendita di prodotti e  prestazione di servizi il cui fatturato dell'anno precedente a quello  nel  corso del quale e' effettuato il pagamento  sia  superiore  a  duecentomila euro.
Art 3.  §1. Con successivo decreto, da emanarsi entro novanta  giorni  dalla data di  entrata  in vigore  del  presente  decreto  possono  essere individuate nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato  rispetto a quelli individuati ai sensi dell'articolo 2 del presente decreto.

LEGGE 27 febbraio 2014, n. 15  Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. (14G00026) (GU Serie Generale n.49 del 28-2-2014) note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/03/2014
il comma 15 e' soppresso;
dopo il comma 15 sono aggiunti i seguenti: «15-bis. Al fine di consentire alla platea degli interessati  di adeguarsi  all'obbligo  di  dotarsi  di  strumenti  per  i  pagamenti mediante carta  di debito  (POS),  all'articolo  15,  comma  4,  del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni,  le parole: "1° gennaio 2014" sono sostituite dalle seguenti: "30  giugno 2014".


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