Vuoi che muoro? MasterChef in salsa psy

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Giorni fa, parlando di politiche ordinistiche con alcuni colleghi, mi hanno chiesto: «Ma cos'è AP? E che sarebbe l'Enpap?». Lo so, sembra una battuta, e invece è tutto vero. Yoda e Leibniz (il maestro jedi e il filosofo parruccone che io solo posso vedere) possono confermarlo. Io voglio credere. Certo però che, se le basi sono queste, il rinnovamento culturale della nostra categoria sarà una sfida molto impegnativa.

Un po' di archeologia

Allora, miei giovani allievi padawan, dovete sapere che la nostra storia inizia nel gennaio 2014. Prima delle elezioni nel Lazio esistevano 3 gruppi* che si occupavano della politica dell'Ordine: C&P (Cultura e Professione)AP (Altra Psicologia) e SIPAP (Società Italiana Psicologi Area Professionale). Vinsero AP e C&P. Sipap non ebbe nessun rappresentante e svanì rapidamente come Mr Spock nel teletrasporto. Attualmente nel Lazio ci sono 8 consiglieri AP e 7 consiglieri C&P. A causa della sua assenza comunicativa, C&P è come se non esistesse e ci fosse la sola AP al governo dell'Ordine. Se questo "oblio" sia un bene o un male lascio a voi deciderlo.
*Non ho nominato AUPI perché ufficialmente non si era candidata e non ho contato il gruppo BenEssere Psicologi perché si è trattato di un fenomeno nato a poche settimane dal voto e subito disintegratosi.

Cuochi e ricette

Mentre scrivevo questo articolo, Joe Bastianich (lo spietatissimo e sarcastico giudice di Masterchef) inizia ad urlarmi contro:
«Ma sei crazy? Da bambino hai avuto accudimento traumatico e hai visto tuo gatto che faceva sesso con tuo Big Jim? Tuoi articuli su Ordine veramente fa schifo. Il problema è che quando leggo questo si bloccano su mio stomaco come una palina di catrame e devo andare in ospidale, adesso, sennò muoro».
Mortificato, mi sono messo in un angolo e ho pensato che in fondo il mio rapporto con AP è un po' come quello di un cuoco con le sue ricette. Non ho mai nascosto la mia simpatia e la mia stima per numerosi militanti AP come +Federico Zanon+Luca Pezzullo+Federico Conte+Ada Moscarella etc., colleghi professionali e appassionate. «Intelligenti come jedi e generosi come ewok essi sono» mi dice Yoda.

Il cuoco, insomma, mi piace. Sono le ricette che non sempre mi convincono. Nell'Ordine però c'è spazio per molte ricette. Il mondo non è diviso in avvelenatori e chef buoni. Gli avvelenatori non possono lavorare in cucina e vanno cacciati. Ma quando tutti gli avvelenatori saranno in galera, non è affatto vero che rimarranno solo le ricette di Altra Psicologia (o di Professione Psicologo, Cultura&Professione, Psicologi per il Veneto, Noi Psicologi Toscani etc). Se abbiamo imparato qualcosa da MasterChef è che lo stesso piatto può essere cucinato in tanti modi diversi.

Excuse me, I ain't no groupie

Stare in gruppo è bello e salutare. Ma sinceramente quest'idea che si debba stare tutti nello stesso gruppo non mi piace perché ha i toni da pax augusta mista a Große Koalition, sintesi hegeliana e concerto di Gigi d'Alessio.
E poi non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me (cit.).

Vi faccio alcuni esempi di ricette che mi convincono poco: non sono mai stato d'accordo con i doppi incarichi: gran parte dei membri dell'Enpap - compresi alcuni di quelli che ho citato come persone che stimo - sono contemporaneamente in Enpap e nel consiglio dei propri Ordini regionali (Luca Mazzucchelli, Federico Conte, Paola Biondi, Nicola Piccinini, Mauro Grimoldi, Ada Cacioppo, Valeria La Via, Paolo Contini e molti altri). Alcuni hanno anche triplo o quadruplo incarico. Niente di illegale o di losco, sia chiaro. Però a me il doppio incarico non piace e voglio potermi permettere di dirlo. I colleghi che fanno parte di associazioni di categoria non hanno questa libertà (o almeno per una fortuita coincidenza non l'hanno mai usata. Forse perché è la migliore Enpap possibile).
    I valori politici nell'era post-ideologica
    Viviamo in un'epoca post-ideologica. Un chiaro segno del post ideologismo, secondo me, si può trovare nel proliferare dei fideismi situazionali, tante piccole bandiere da seguire e in nome delle quali fare crociate (animalismo, psicoanalisi, creazionismo, belieber, berlusconismo, anticounseling, proconseling... metteteci dentro quello che preferite).

    Ciò significa che, in politica, non ha più senso parlare di destra e di sinistra in senso stretto. Aveva senso quando gli uni facevano dichiaratamente gli interessi della classe nobile e industriale e gli altri difendevano esclusivamente la classe operaia e proletaria. Aderendo alla Costituzione, i valori di ogni cittadino sono gli stessi. Le uniche differenze (al netto di crimini, furti, lobbismo etc.) sono le strategie concrete che ogni gruppo propone per concretizzare quei valori comuni. Mutatis mutandis, lo stesso discorso può essere fatto per l'Ordine degli Psicologi.    

    Le ricette che cucinerei diversamente

    Un'altra ricetta che mi convince poco è lo sbilanciamento eccessivo sul marketing da parte dell'Ordine del Lazio. Ho l'impressione che si stia tentando di vendere la casa su carta. Come fanno certe ditte che piazzano gli appartamenti prima di averli costruiti. Fare marketing è estremamente utile: il poster col gomitolo di lana nella clessidra era un'iniziativa debolissima ed è durata un battito di ciglia. Ma al di sotto dell'involucro e dei fiocchetti ci sono questioni essenziali che vanno definite prima di presentare il prodotto "al cliente esterno" (questa cosa che invece di essere colleghi siamo "clienti interni" mi raccapriccia un po'). Ad esempio
    • bisogna avere il coraggio di definire con forza e con decisione gli atti tipici; e insistere sul posizionamento del marketing è una strada fallimentare, secondo me: fare marketing o fare da "punti di raccordo" nelle strutture non è e non sarà mai un atto tipico dello psicologo;
    • si deve avere il coraggio di dissentire dall'etichetta di "sanitario" applicata agli psicologi anche in mansioni e contesti che di sanitario non hanno nulla;
    • si deve agire per regolamentare il flusso di laureati alla facoltà di Psicologia e per rendere l'Esame di Stato più concreto, più professionale, più differenziato in base agli indirizzi e più selettivo;
    • si deve intervenire per limitare il moltiplicarsi delle scuole di psicoterapia e per dare un giro di vite sui numerosissimi corsi e corsetti che "certificano" le competenze in psicodiagnosi, psicologia giuridica, ipnosi, terapia online, counseling, coaching, marketing etc. AP si è fatta un vanto della "Carta etica delle scuole di psicoterapia" (una crociata abbastanza inutile, secondo quello che mi dicono dalla Lombardia) tanto da riproporla anche nel Lazio, sarebbe quindi utile si battesse anche per azioni concrete riguardo alle miriadi di offerte formative scadenti e ingannevoli.
    Sono solo alcuni esempi. E sono esempi parziali. Come ho spiegato in un precedente articolo (→Il rinnovamento dell'Ordine: ci voglio credere) i colleghi che lavorano in Enpap, nel CNOP e negli Ordini regionali stanno facendo molte cose positive. In questo blog riporto le ricette che io cucinerei diversamente. Tanto a elogiare, celebrare e fare permanent automarketing su Facebook, Twitter, in tutti i luoghi e in tutti i laghi ci pensano già gli attivisti AP. Sarebbe ridondante e di poca efficacia se lo facessi anche io.

    Nei prossimi mesi i temi che ho accennato verranno approfonditi e dettagliati. Ma non è detto che sarò io a farlo: datevi da fare anche voi. Interessatevi, partecipate, confrontatevi. «Stay foolish, stay hungry».

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    Il rinnovamento dell'Ordine: ci voglio credere

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    L'Ordine del Lazio cambierà. Tutto l'Ordine degli Psicologi diventerà migliore. Ci voglio credere. 

    Non solo ci voglio credere: ho scelto di sostenere e promuovere attivamente i processi di cambiamento. E invito anche voi a fare lo stesso. Da 4 mesi nell'Ordine del Lazio ci sono nuove energie, nuove persone, nuove idee.

    Ma, come Mulder e Scully, non è che perché I want to believe allora believo in chiunque indica una lucciola e grida: «Hey, guardate lì, un Ufo!». Per alcuni credere significa tapparsi occhi, orecchie e anche la bocca. Per me, invece, la fiducia è un processo relazionale, in continua negoziazione e co-costruzione. Come nella vita di coppia: io believo in te, ok, ma non basta che mi scrivi bigliettini d'amore e mi dici parole convincenti. E se inizi a trascurarmi e a passare tanto tempo col tuo maestro di tennis moro, abbronzato e muscoloso, debba tacere.

    Faites vos jeux, madame et monsieur 

    Remare contro non ha senso. È come il marito che si evira per fare dispetto alla moglie. Siamo tutti allo stesso tavolo da gioco: tutti, a parole, abbiamo a cuore il rafforzamento della nostra professione e il benessere dei nostri clienti/pazienti. Tutti, a parole, ci impegniamo per il bene comune e non per coltivare i nostri piccoli orticelli. Ora si tratta giocare. Se è un bluff, se qualcuno indica una direzione e poi sottocoperta rema verso un'altra, si scoprirà.

    Io ho deciso di giocare a carte scoperte e il modo in cui intendo farlo è questo:
    • sostenere con entusiasmo ciò che reputo sia un bene per la nostra categoria e per i nostri clienti/pazienti;
    • denunciare senza mezzi termini ciò che va contro l'interesse comune;
    • discutere pubblicamente ciò che secondo me potrebbe essere fatto diversamente spiegando perché non mi convince e dando delle idee alternative.

    L'ottimismo è il profumo della vita

    Perché vi invito a credere e a sostenere il cambiamento? Per il bisogno di credere? (cit. Fromm). Per un ingenuo ottimismo? («Gianniiiiii L'ottimismo è il profumo della vitaaaaa!»). No. Vi invito a sostenere il rinnovamento perché nel CNOP, nell'Enpap e in tutti gli Ordini regionali ci sono moltissimi colleghi in gamba e onesti, che si stanno impegnando in prima persona per cambiare le cose.

    Io non ci sto alla divisione del mondo in "buoni" e "cattivi". La contrapposizione è comoda, crea consenso, parla alla parte primitiva (cervello rettiliano, la difesa del territorio), ma non la condivido. Crea malumore, disfattismo e un ingente spreco di energie. Invece di impiegarle a combattere contro qualcuno quelle energie possono essere utilizzate per costruire qualcosa.

    Tutti insieme appassionatamente

    Il problema è che in una cultura da tifo calcistico, dove il ragionamento e il confronto sono coperti dalle trombe da stadio, se non ti schieri sei guardato con astio o quantomeno con sospetto. Intendiamoci: fare parte di uno o più gruppi è vitale per l'uomo. Siamo esseri sociali. Ma questo non significa che bisogna fare parte tutti dello stesso gruppo o che solo chi sta nel mio gruppo è OK mentre gli altri sono canaglie o idioti.

    Voglio credere nel cambiamento dell'Ordine. Voglio promuoverlo. E mi piacerebbe che anche voi che leggete questo articolo siate contagiati dallo stesso desiderio. Ma attenzione: il fatto che I want to believe non significa che I want to tapp my bocc o I want to clic "off" su my brain. Pensatela come volete, ma secondo me è pericoloso e profondamente sbagliato pensare che per collaborare bisogna per forza dissolversi in un grande abbraccio ed eliminare le differenze. E continuo a credere che offrire un punto di vista alternativo e originale (tutto si può dire ma non che io non ragioni con la mia testa) sia un modo concreto di promuovere il cambiamento.

    In conclusione: qualunque cosa fai sempre pietre riceverai

    Io sono convinto che molti altri colleghi decidano di fare altrettanto, cioè sostengano e valorizzino le cose buone che il nuovo Consiglio del Lazio sta facendo. E mi auguro che scelgano di valutare serenamente, senza disprezzare e svalutare tutto solo perché lo fa l'altro gruppo né applaudendo e approvando tutto solo perché lo fa il mio gruppo.

    Sia chiaro, comportandovi così non avrete il sostegno né dei fondamentalisti AP, né dei fondamentalisti anti-AP. I primi vi criticheranno e vi attaccheranno perché non lodate AP a prescindere. Gli altri si sentiranno delusi e amareggiati perché non attaccate AP a prescindere. Pazienza. Solo chi tace non ha haters
    (Però poi non dite che non vi ho avvertito, eh).

    Io a prescindere voglio crederci. Ma se esci col tuo maestro di tennis moro, abbronzato e muscoloso quando rientri a casa controllo se hai il rossetto sbafato e ti metto la cintura di castità. Non per mancanza di believamento, eh. I believe, ci mancherebbe. Però quando inizia a prudere la testa è meglio essere prudenti...




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    Il migliore dei CNOP possibili

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    Lo sapevate? Sono stati eletti i nuovi consiglieri del CNOP. Polemiche, inciuci, denunce e rodimenti. Ma a nessuno gliene frega niente. Sapevatelo! Su PsyEducational Channel.
    L'11 giugno sono stati eletti al CNOP: presidente Fulvio Giardina (Sicilia); vicepresidente Anna Maria Ancona (Emilia Romagna); segretario Alessandro De Carlo (Veneto), tesoriere Armodio Lombardo (Calabria). Alcuni psicologi diranno: "Evviva!". Altri psicologi diranno: "Buuuuuuu!". Un gran numero si chiederà: "E chi ***** sono?".

    La stragrande maggioranza, però, farà spallucce e dirà: "Embè?". Anzi, non dirà nulla. Perché la stragrande maggioranza degli psicologi non segue le politiche professionali, non partecipa alla vita dell'Ordine, non sapeva che ci fossero le elezioni del CNOP e non sa neppure cosa sia il CNOP. Mi piacerebbe poter dire diversamente, ma basta dare un'occhiata alle pagine dei blog dei nostri colleghi, ai loro Facebook, Twitter, G+, o ascoltare i loro discorsi durante la pausa caffè nei convegni o nelle riunioni per rendersene conto. Oppure basta guardare i numeri scandalosi ella partecipazione al referendum sul Codice Deontologico o alle ultime elezioni regionali.
    Comunque tranquilli, colleghi: non toccava a voi votare, stavolta.
    «Disinformati essi sono!»
    sentenzia il maestro Yoda penzolando dallo schermo del mio computer.
    Ha ragione. Questi colleghi ignorano che il neoeletto presidente è al centro di una polemica che dura dal novembre 2013. I fatti li trovate in questo post. Il Tribunale di Palermo ascolterà il preSidente Giardina il 13 Giugno per i presunti brogli. Vale la pena sottolineare presunti perché alcuni colleghi, tra i quali anche alcuni preSidenti (questo modo di storpiare i nomi alla Grillo non ha alcun senso, ma è così buffa che non resisto, la devo usare!) sui social hanno ripetutamente parlato di brogli, senza aggiungere il "presunti". Ovviamente ciò per scatenare la valanga di vergognatevituuttiii e di tuttunoschiiiifooo.

    Spiando il mio Facebook da dietro la spalla, John von Neumann ha tuonato indignato:
    «È tutta una macchinazione!».
    «Smettila con queste macchine, von Neumann - ho brontolato io - per ora Giardina verrà solo ascoltato dal giudice, non ha avvisi di garanzia. A differenza del Governo che nominava ministri quelli che stavano per essere arrestati, le cariche del CNOP non godono di immunità parlamentare».
    Certo, però che la cosa è strana. È strano che l'Ordine degli Psicologi sia governato da sigle che rappresentano chi lavora nelle scuole, nei comuni, nelle ASL, i docenti universitari e i capi delle scuole di specializzazione (non tutti, è ovvio), con evidenti conflitti di interesse, mentre l'Ordine degli Psicologi è composto prevalentemente da donne e giovani psicologi clinici e psicoterapeuti liberi professionisti.

    È anche strano - mi sussurrano sospettosi Nietzche, Freud e Marx - che nonostante questa storia sia del 2013, fino a queste elezioni non ne ha parlato più nessuno e che il video su YouTube avesse poche visite e zero commenti. «Ciò è indubitabilmente dovuto al ritorno del rimosso!» ha sentenziato Freud tra gli applausi di tutti.

    Comunque, viste le polemiche e le possibili implicazioni di un eventuale processo, siamo proprio sicuri che non si potesse scegliere diversamente e che questo - come direbbe il mio amico Leibniz - sia il migliore dei CNOP possibili?


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    Psicologi gay e psicologhe lesbiche potranno usufruire dell'Assistenza Sanitaria Integrativa

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    Un'ottima notizia sul fronte previdenziale: dal 16 aprile 2014 l'assistenza sanitaria integrativa che potrà essere estesa anche al convivente dello stesso sesso.

    Dal 16 aprile, infatti, sono entrate in vigore le nuove Condizioni Generali di Convenzione e Assicurazione dell'EMAPI (Ente di Mutua Assistenza dei Professionisti Italiani), l'ente che si occupa dell'assistenza sanitaria degli psicologi. Agli articoli 2.4 (Assicurati) e 4 (Nucleo familiare) viene riconosciuto esplicitamente che il convivente "more uxorio" è tale indipendentemente dal genere sessuale:
    2.4 Viene prevista la possibilità per il coniuge, il convivente more uxorio, tale indipendentemente dal genere, e i figli superstiti di iscritti deceduti, di mantenere attiva la garanzia prestata dalla presente Convenzione dietro pagamento del relativo premio annuo.
    4. Il nucleo familiare è composto dal capo nucleo, dal coniuge non legalmente separato o, in alternativa, dal convivente more uxorio, tale indipendentemente dal genere, e dai figli conviventi. Sono comunque compresi i figli non conviventi purché studenti ed i figli non conviventi per i quali il capo nucleo sia obbligato al mantenimento economico a seguito di sentenza di divorzio o separazione ovvero altro provvedimento dell’autorità giudiziaria. Sono, altresì, equiparabili ai figli, ai fini della copertura assicurativa, i figli del coniuge o del convivente. A comprova del proprio nucleo familiare l’iscritto dovrà produrre certificato di stato di famiglia o di residenza, ovvero autocertificazione della condizione di famiglia di fatto, ai sensi degli artt. 75 e 76 del DPR n. 445/2000. 
    È una grande conquista in materia di diritti civili e, se non fosse per la soddisfazione di un piccolo passo in avanti, verrebbe da dire "è anche troppo tardi". Eh sì, perché noi psicologi dovremmo tradurre in azioni concrete le istanze sociali che riguardano l'ambito delle relazioni e del benessere psicologico. Se non ce ne facciamo carico noi, chi dovrebbe farlo?

    Vittoria degli psicologi: venceremos!

    Sui social l'estensione anche al convivente omosessuale viene fatta passare come una novità esclusiva degli psicologi (anzi, di una parte ben precisa degli psicologi). Senza togliere alcun merito ad AltraPsicologia, le cose vanno raccontate un po' più obiettivamente.

    Iniziamo col dire che non si tratta della "prima cassa previdenziale che riconosce diritti ai gay". Già nel maggio 2013 ai deputati venne concesso di estendere le spese sanitarie anche ai conviventi dello stesso sesso. L'iniziativa venne bollata come uno dei tanti Privilegi della Kasta. Nel novembre 2013 il Faschim (Fondo nazionale di assistenza sanitaria per i lavoratori dell'industria chimica, chimico-farmaceutica) fece lo stesso.
    • Chimici - Psicologi: 1 - 0
    Sempre nel 2013, anche la Faac, Coop Adriatica, la GD e l'Unipol estesero l’assistenza sanitaria integrativa garantita al convivente dello stesso sesso.
    La cosa curiosa è che la Faac (la famosa azienda di cancelli) ha tra gli azionisti la Curia Cattolica! Ciononostante garantisce l'accesso al Tfr se uno dei due conviventi gay ha un reddito più basso a causa della crisi, il compagno che lavora alla Faac può chiedere l’anticipo del Tfr per far fronte alle spese.
    • Preti - Psicologi: 2 - 0
    Ma ho trovato ancora più curioso il fatto dell'Unipol, perché banca Unipol ha il contratto con Unisalute. Forse alcuni ricorderanno che prima di aderire all'EMAPI, l'Enpap aveva stipulato l'accordo proprio con Unisalute, solo che nelle clausole contrattuali non fu chiesto di riconoscere anche le coppie omosessuali.
    • Banchieri - Psicologi: 1 - 0
    Visto che ce le suonano tutti quanto a riconoscimento dei diritti sociali, suggerisco ai colleghi che hanno esultato parlando renzianamente di ""prima to degli psicologi" o di "vittoria di AltraPsicologia" di sostituire «Venceremos adelante!» con un più saggio «Adelante, Pedro, con judicio».

    Una vittoria per tutti

    L'estensione al coniuge gay viene riconosciuta a tutti gli Associati dell'EMAPI perché è inserita nelle Condizioni Generali di Convenzione, riguarda tutte le polizze sottoscritte tramite Emapi. Non si tratta di avanguardia di civiltà solo degli psicologi, quindi, ma anche dei: Geometri, Notai, Professionisti di Infermieristica, Biologi, Geologi, Agronomi, Chimici, Consulenti del Lavoro e Periti Industriali.

    Le cose, in breve, sono andate così: Torricelli - in qualità di presidente Enpap e di conseguenza Consigliere Emapi - e gli altri associati hanno proposto a Demetrio Houlis, presidente dell'EMAPI, di specificare che l'estensione ai conviventi omosessuali venisse inserita nelle Condizioni Generali. Houlis ha accettato e fatta sua la proposta che poi tutti hanno votato unanimemente.

    L'Enpap ha fatto un lavoro "dietro le quinte", insomma. Nella Lettera del dicembre 2013, nel Prospetto con i confronti e in tutte le altre comunicazioni fatte dall'Enpap riguardo alla nuova assicurazione viene annunciato gioiosamente ciò che sarebbe stato fatto per i bambini piccoli, gli anziani e le neomamme ma non una parola riguardo ai conviventi omosessuali. Personalmente, penso che tutti noi colleghi avremmo non solo plaudito ma anche sostenuto attivamente con forza l'azione di Torricelli per far valere questo diritto. Le cose buone non vanno tenute nascoste fino all'ultimo momento!

    La locandina che creai nel 2011 aderendo al boycott Generali 

    Ma le Assicurazioni Generali non erano IL MALE?

    Una veloce annotazioni: mentre mi documentavo per scrivere questo articolo, ho "scoperto" che Emapi è di Generali Assicurazioni. Non so se anche a voi legendo "Generali Assicurazioni" si è abbassata la temperatura, si è fatto buio e avete sentito in sottofondo un raccapricciante accordo di organo a canne. Se non è successo è perché non sapete della storia del BoicottaGenerali.

    Fin dal 2009 è iniziata una lotta tra Generali e Ordine degli Psicologi del Lazio che parlava di "discriminazione" e di "perseverare diabolico". La Generali Assicurazioni esplicitamente (qui la lettera) non solo rifiutava di rimborsare la psicoterapia fatta da psicoterapeuti psicologi, ma affermava che la certezza della diagnosi e della cura può essere fatta solo da un medico psicoterapeuta, psichiatra o anche neurologo!

    A riprova che il renzismo non nasce con Renzi, l'Enpap renzianamente rispondeva ai propri iscritti che non avevano rinnovato l'assicurazione con Emapi a causa della discriminazione di Generali, Emapi con una newsletter fece garbatamente notare che era Generali che non aveva voluto partecipare al bando di gara dell'Enpap e non il contrario. Nicola Piccinini, attuale presidente del Lazio, prese a cuore questa ingiustizia e propose di boicottare Generali e tutti i filistei. Ricordo che io aderii, ma la cosa morì lì. La partecipazione fu scarsa e l'effetto nullo.

    Ancora nel 2012 Federico Zanon elencava la Generali Assicurazioni tra quelle che proprio non ne vogliono sapere di rimborsare la psicoterapia non medica. Mi risulta che sia ancora così.

    Se le cose sono cambiate, sarebbe interessante comunicarcelo, così smetterò di sentire il Fantasma dell'opera ogni volta che vedo il logo di Generali. Se invece non sono cambiate, mi piacerebbe che il nuovo consiglio - chiedo a loro perché hanno quasi tutti il doppio incarico (Ordine ed Enpap) - spiegassero come mai è stata stipulata l'assicurazione con Emapi e che cosa stanno facendo per far cessare quella che fino a ieri bollavano come discriminazione.

    In conclusione

    Sono contento che l'attuale Enpap stia procedendo sulla strada dell'onestà, della trasparenza e dell'efficacia. Dobbiamo andare fieri di questa piccola conquista nel campo delle assicurazioni. Come Psicologo mi riempire di orgoglio sapere che il nostro ente previdenziale si pone all'avanguardia e diviene propulsivo nei confronti della società e della politica sulle tematiche che ci riguardano più da vicino.

    Per portarci avanti col lavoro, suggerisco di riflettere, ad esempio, sulle facilitazioni contributive per i neopsicologi/neopsicoterapeuti, sull'equiparazione del convivente omosessuale al coniuge (dato che in Italia non esiste l'istituto matrimoniale per i gay) per la pensione o restituzione in caso di "premorienza" e sul riconoscimento della paternità oltre che della maternità (gli psicologi dovrebbero essere i primi a capirne l'importanza).


    Ringrazio di cuore +Felice Damiano Torricelli e +Federico Zanon per la grande disponibilità con cui hanno risposto alle mie domande e l'infinita pazienza con la quale cercano di farmi capire concetti economici che per me sono più incomprensibili dell'ugrofinnico ceremisso annotato in ugaritico.

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