Agli psicologi 813 euro al mese

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Partendo dal censimento di Almalaurea, una riflessione sul presente e sul futuro della professione di psicologo tra Gufi e Venditori di fumo.

La società attuale è divisa tra "Venditori di fumo" e "Gufi". No, non è che sia davvero divisa così, ma è così che la dipingono i rispettivi schieramenti. Se però li usassimo come estremi di un continuum, allora potremmo dire che in effetti ad un estremo ci sono quelli che campano di slogan e marketing, che cercano di convincerti che la crisi è solo una moda, come i Monclair e il Dolceforno, che se la gente non lavora è perché non ha voglia e che i milioni di disoccupati degli ultimi anni in realtà sono persone che hanno preso le ferie anticipate.

Poi ci sono i Gufi, quelli che in Italia va tutto male, la società è marcia, è tuttounoschifosignoramia, aimieitempierameglio (anche se hanno 16 anni), quelli che giocano al "Sì...ma..." e se gli proponi una qualsiasi soluzione rispondono invariabilmente " sarebbe bello però non..." e quasi pare che ci godono a vedere che va tutto male.

Ogni schieramento accusa chiunque non faccia parte del proprio di essere dello schieramento opposto. Cioè: se secondo te la pubblicità non salverà il mondo sei un Gufo. Se pensi che non basta cambiare slogan per moltiplicare i soldi delle pensioni sei un gufo. Se non credi che fare uno spot con le auto che vanno sulla luna, piegano i palazzi, fanno scoppiare neon e bombe di vernice non cambia di un virgola l'inquinamento, il costo della benzina e la viabilità sei un gufo. Se non fai sempre di sì quando parla il tuo leader sei un gufo.
Oppure: se proponi una soluzione alternativa sei un Venditori di fumo. Se pensi che impegnandosi si ottiene qualcosa sei un Venditori di fumo. Se non ti lamenti perennemente sei un Venditori di fumo. Se non fai sempre di no con la testa sei un Venditori di fumo.

Un segnale che siete sulla strada giusta è quando entrambi gli schieramenti vi accusano di essere sia Gufo che Venditore di fumo. Loro sono troppo ottusi per accorgersene, ma evidentemente voi state ragionando sulla realtà con la vostra testa e non per schieramenti. Continuate così!

Qui sotto riporto alcuni passaggi di un interessante articolo intitolato: «Giurisprudenza, lettere e psicologia, ecco le lauree che creano più precari». Leggiamo insieme e poi ognuno tiri fuori le proprie conclusioni. Le mie sono: la situazione è pessima, si può fare molto per invertire la rotta ma per vedere i risultati tra 5 anni bisogna iniziare a fare cambiamenti reali, lungimiranti, coraggiosi, impopolari e dolorosi ora. Non domani. Non dopodomani. Ora. Meno slogan e più fatti.


Quando si parla di lavoro non tutte le lauree sono uguali. Esistono discipline che portano (molto) più facilmente a un impiego e altre meno, campi in cui il reddito è maggiore e altri ancora dove ci si deve arrangiare con quanto si trova.
Nel 2013 fra i laureati in giurisprudenza lavora poco più di uno su due – di gran lunga l’ambito peggiore. Restano in fondo alla classifica, anche se le cose vanno già meglio, gli ambiti letterari e psicologia, insieme al settore politico-sociale.
L’occupazione è solo la prima faccia della medaglia: l’altra è il reddito. Un conto è lavorare, un altro – a volte ben distinto – guadagnare in modo dignitoso. Medici e ingegneri sono in cima alla lista con circa 1.500€ netti al mese (in media, e ancora tre anni dopo la laurea).
Ben sotto i 1000€ troviamo invece i laureati in psicologia (in media 813 euro), ambiti letterari (896), educazione fisica (920). Gli psicologi sono fanalino di coda, insomma.
Dal 2010 – di nuovo – non ci sono buone notizie. Gli stipendi sono in calo pressoché ovunque tranne che per i laureati in discipline dell’insegnamento. La cosa sorprende fino a un certo punto: sono proprio giovani e neo-laureati a pagare di più la crisi.
Che fare quindi? I Gufi vi diranno che è colpa di quelli di prima, è colpa delle lobby occulte, delle scie chimiche, della religione, di chiunque. E che non si può far niente e peggiorerà soltanto.

I Venditori di Fumo vi diranno che ci sono orizzonti fantastici e rosei per tutti, basta solo crederci, e crederci sempre di più e che se non "sfondi" è perché non ci stai credendo abbastanza. Un po' come i maghi e gli oroscopi, insomma.

Io, che non sono né Venditore di Fumo né Gufo, penso che nascondere la testa sotto la sabbia e dire "non parliamone" è un atteggiamento puerile e dannoso. È bene che tutti siano consapevoli dei dati reali e concreti riguardo alla professione di psicologo, soprattutto chi sta decidendo di investirci tempo, passione e denaro. Penso anche che ognuno di noi può fare molto per cambiare le cose, ciascuno nel proprio ambito (gli amministratore nell'ordine, i deputati in parlamento, i docenti nelle università e nelle scuole etc.).

Ma per non trovarci qui tra 5 anni a lamentarci di come sono andate male le cose negli ultimi 5 anni abbiamo bisogno di cambiamenti reali, coraggiosi, impopolari e dolorosi. Non slogan. E non promesse o progettualità. Gli organi di governo e i colleghi che abbiamo eletto saranno capaci di fare queste scelte concrete, coraggiose, impopolari e dolorose? E voi, siete disposti dal canto vostro ad accettare scelte concrete, impopolari e dolorose?
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Elezioni Consulta Giovani dell'Ordine degli Psicologi del Lazio

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Ecco come, quando e perché votare il 24 e 25 novembre per la Consulta giovani dell’Ordine degli Psicologi del Lazio


La Consulta è un organo di 11 rappresentati che si occupa di promuovere progetti e finanziamenti per i giovani psicologi (al di sotto dei 35 anni) iscritti all’Albo. La carica non è retribuita, ma permette di promuovere iniziative e progetti nuovi nel territorio; quindi le funzioni di quest’organo riguardano il creare “opportunità” tra noi psicologi ed i servizi del territorio: associazioni, ASL, scuole intercettando le loro esigenze e provando a dare loro una risposta. I progetti e le iniziative elaborate saranno poi oggetto di confronto con il Consiglio dell’Ordine.

Possono votare tutti coloro che sono iscritti all’Albo degli Psicologi della regione Lazio almeno dal 16 settembre 2014 e che abbiano un’età al di sotto dei 35 anni, o coloro che devono ancora sostenere l’esame di stato ma che abbiamo conseguito la laurea in un’università del Lazio e che stiano svolgendo o che abbiamo già concluso il tirocinio post-lauream. L’elettore potrà esprimere un massimo di 11 preferenze e le votazioni avranno luogo il 24 ed il 25 novembre dalle ore 9,00 alle ore 15,00 presso la sede dell’Ordine a Roma, in via del Conservatorio 91.

Essere iscritti ad un Albo, ci dà l’opportunità di scegliere ed esercitare un potere. Se probabilmente io stessa non avessi incontrato così tanta difficoltà nel proporre progetti educativi a scuola e nell’inserirmi in un contesto lavorativo, difficilmente avrei preso in considerazione l’idea di candidarmi e di seguire più da vicino le vicende dell’ordine, considerandola (purtroppo) come qualcosa di scarso interesse per me. Paradossalmente le mie difficoltà lavorative, come quelle di molto altri giovani psicologi, mi hanno portato a valorizzare strade alternative che non avrei altrimenti considerato interessanti tra le quali, l’opportunità di seguire le vicende dell’ordine e di propormi per queste elezioni.

Per questo mi sono candidata, anche perché lavorando da tempo nell’ambito educativo-scolastico, attraverso l’insegnamento, mi sono avvicinata a questo contesto e ho visto da vicino le numerose e variegate esigenze della scuola italiana e di come sarebbe utile per noi, e soprattutto per le scuole avere le nostre professionalità!

Quale vantaggio ne potrei avere del far parte della consulta? E dell’esprimere il proprio voto rispetto alle elezioni? Principalmente esercitare un diritto, che è quello di scegliere chi può rappresentarci ed offrire le migliori alternative per inserirci nel mondo del lavoro. Il potere di conoscere per averne ognuno un vantaggio personale rispetto alle proprie esigenze e di creare nuovi spazi di lavoro e nuove possibilità. Io sono fermamente convinta che il territorio del Lazio abbia un forte bisogno di avere professionisti impiegati, nel sostegno, nelle consulenze, nei progetti educativi e nella formazione, consapevole di questo mi rendo ancora di più conto dell’importanza di scoprire nuovi canali che ci permettano di inserirci e di soddisfare tali richieste.

Per questo mi auguro, con questa candidatura, di esser protagonista e promotrice di iniziative nuove per noi giovani psicologi, in un territorio che ha così bisogno delle nostre professionalità, al fine di garantire un miglior servizio per il territorio e dare modo all’energia e alla creatività dei più giovani di dare nuova linfa ai servizi psicologici in questa regione.

Spesso eliminiamo a priori la possibilità di dire la nostra, nonostante apparteniamo e paghiamo per far parte di un albo professionale! Invece penso sia importante potenziare tutte le possibilità che abbiamo di aiutarci ed autosostenerci dalle più banali, alle più inaspettate. Mi sono candidata quindi, con l'idea di comprendere meglio dall'interno come inserirmi nel mondo del lavoro, nel mondo dei progetti, e capire meglio come girano i finanziamenti per gli psicologi.
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