Psicologo, SO DEVE ABITI. Nel Lazio il vostro indirizzo personale può essere visto da chiunque

L'indirizzo di casa vostro, dei vostri genitori o delle vostre coinquiline potrebbe essere consultabile da chiunque sul sito dell'Ordine. È davvero obbligatorio diffonderlo pubblicamente? E cosa si può fare? 

Provate a controllare: se siete iscritti all'Albo degli Psicologi del Lazio è probabile che il vostro indirizzo di casa sia visibile a chiunque sul sito del vostro Ordine.

Com'è possibile?

Perché lo avete comunicato voi quando vi siete iscritti all'Albo. Probabilmente non sapevate che sarebbe stato reso pubblico, ma invece è così. La situazione è grave perché gran parte degli psicologi fornisce l'indirizzo di residenza, anche perché al momento dell'iscrizione solo lo 0.001% ha già uno studio, una p.Iva e un domicilio fiscale.

Il rischio generale: non credo sia necessario spiegare perché sia poco prudente dare l'indirizzo dei propri genitori o di casa vostra in cui abitate con i vostri bambini.

Il rischio per gli psicologi: rispetto a chi si occupa di marketing, aziende o altri settori, per gli psicologi clinici e gli psicoterapeuti - cioè la maggior parte degli iscritti - si profila un serio problema di confini. E anche di sicurezza per chi lavora, ad esempio, con psicotici o con stalker. La delicatezza delle relazioni tra paziente e psicologo non possono essere trascurate proprio dall'Ordine.

Cosa risponde l'Ordine del Lazio?

Parlo dell'Ordine del Lazio non solo perché è quello al quale sono iscritto, ma perché ho speso qualche minuto a controllare sui siti degli altri Ordini e mi sono accorto che molti non inseriscono gli indirizzi. Il discorso comunque vale anche per tutti gli altri che lo inseriscono.

Molti miei colleghi hanno chiamato o scritto all'Ordine chiedendo di non far comparire l'indirizzo personale.

La risposta data dall'Ordine - molto fredda e burocratica in realtà - è che non stanno violando alcuna legge o regolamento dell’Ordinamento giuridico italiano. E che se vogliono possono cambiare indirizzo mettendo quello dello studio.
Ma che risposta è? Possibile che non riescano a comprendere lo spirito della domanda? Il problema non è se siamo a posto con le Leggi e i regolamenti, il problema è la preoccupazione e il senso di invasione della propria intimità!

A quell'indirizzo spesso vivono i propri genitori, i propri bambini, le persone care, magari è l'appartamento condiviso con le proprie amiche...

Ovviamente questo non significa che possiamo fregarcene delle Leggi e degli Ordinamenti. L'Ordine dice: "Non possono farci niente, siamo obbligati" e aggiungono che anzi ci fanno il favore di accettare al posto dell'indirizzo di casa l'indirizzo del nostro studio privato. Ma siamo proprio sicuri che le Leggi costringano l'Ordine del Lazio a pubblicare il nostro indirizzo?

Vediamo cosa fanno gli altri Ordini in Italia:


CNOP, Albo Nazionale: l'indirizzo non viene pubblicato e non è previsto il campo



OP Lombardia: vengono pubblicati solo i recapiti di coloro che ne hanno fatto richiesta



OP Toscana: viene pubblicato il Comune e il CAP, l'indirizzo competo non è obbligatorio



OP Emilia Romagna: viene pubblicato il Comune e il CAP, l'indirizzo non è obbligatorio


OP Piemonte: ottimo aver separato i campi "indirizzo dello studio" e "contatti". Non sono obbligatori e possono essere compilati con il solo Comune.



Ordine dei Medici-Chirurghi: anche i Medici non pubblicano nell'Albo l'indirizzo dell'iscritto

La ricerca che ho fatto non è approfondita, non so come si regolano gli altri Ordini (infermieri, avvocati, biologi, chimici etc.) né ho potuto verificare in base a quale procedura in Lomabrdia, in Toscana e in Emilia Romagna alcuni psicologi hanno l'indirizzo e altri no Ma mi chiedo: possibile che gli altri hanno interpretato male le Leggi e gli Ordinamenti?

Quali sono le leggi a cui si appella l'Ordine?

La segreteria dell'Ordine si appella al DL n. 196/2003 dove si dice:
«i dati personali diversi da quelli sensibili o giudiziari, che DEVONO essere inseriti in un albo professionale in conformità alla legge o a un regolamento, POSSONO essere [...] diffusi, ai sensi dell’art. 19, commi 2 e 3, anche mediante reti di comunicazione elettronica»
E qali sono i dati personali che devono essere inseriti? Lo dice l’art. 10 della 56/1989
«l’Albo contiene per ciascun iscritto: cognome, nome, luogo e data di nascita e residenza, nonché...».

Osservate le parole che ho evidenziato con colori e grassetto. Il Garante per la Privacy spiega:
  • Dato personale Sono, ad esempio, dati personali: il nome e cognome o denominazione; l'indirizzo, il codice fiscale; ma anche un'immagine, la registrazione della voce di una persona, la sua impronta digitale, i dati sanitari, i dati bancari, ecc.. (a differenza dei dati sensibili che sono quelli che possono rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose etc. e i dati giudiziari che rivelano l'esistenza di determinati provvedimenti giudiziari)
  • Diffusione Divulgare dati personali al pubblico o, comunque, ad un numero indeterminato di soggetti (ad esempio, è diffusione la pubblicazione di dati personali su un quotidiano o su una pagina web).
Ricapitoliamo: l'indirizzo è un dato personale. L'Albo DEVE contenere la residenza, l'Ordine quindi DEVE inserirla nell'Albo ma PUÒ pubblicarla sul sito o altrove.

Io da quello che fanno gli altri Ordini e da quello che dice la Legge ho capito che non è vero che sia obbligatorio far sapere a tutti qual è il mio indirizzo di casa.
Però non sono un avvocato, per cui a nome di tutti i colleghi che conosco e che hanno lamentato questa situazione propongo una soluzione per ciascuno dei 2 scenari possibili:

Scenario 1: l'Ordine è OBBLIGATO a diffondere l'indirizzo

Allora chiediamo al CNOP, attraverso i nostri Ordini Regionali, di presentare al Parlamento una proposta di modifica.

Scenario 2: l'Ordine PUÒ decidere se diffondere o no l'indirizzo

In questo caso chiediamo ai nostri Ordini Territoriali di non pubblicarlo di default e chiedere il consenso esplicito alla diffusione, cioè spiegando dove e da chi sarà visibile.



Infine, da diversi mesi ho sentito i racconti di molti colleghi e colleghe che hanno chiesto di poter "oscurare" l'indirizzo. A me piacerebbe molto che oltre ad evitare di comunicare in modo sprezzante, arrogante, ostile - che mi pare il minimo - le persone che paghiamo per lavorare per noi nell'Ordine comunicassero in modo cordiale, facendo attenzione non solo agli aspetti burocratici e formali ma anche delle preoccupazioni e delle aspirazioni degli iscritti. Se non siamo attenti a questi aspetti della comunicazione noi Psicologi chi altri dovrebbe farlo?
Allo stesso modo invito chi contatta gli uffici dell'ordine a porsi in modo altrettanto cordiale perché rapportarsi a 17000 persone non è per niente facile.
Per contattare l'Ordine del Lazio → Tel. 06 3600 2758 - Mail segreteria@ordinepsicologilazio.it

Spero che questo approfondimento, colleghi, vi sia stato utile e sia valso il tempo che ho impiegato a documentarmi, a creare le immagini e a scrivere.
Fatemi sapere le vostre opinioni e le vostre esperienze in merito.