Facebook è il posto adatto per discutere di psicologia? E in che modo?

Facebook è il posto adatto per discutere di psicologia? E come è meglio utilizzarlo? Sfruttiamo la gaffe del CNOP per fare qualche riflessione. 



Il CNOP ha sbagliato. Sulla sua pagina Facebook ha linkato un articolo di un quotidiano fazioso e che spesso propugna teorie antiscientifiche. Poi ha cercato di minimizzare dicendo che voleva "stimolare la riflessione e il dibattito". Come giustamente ha replicato +Ada Moscarella: ma quale dibattito? 
È come se io scrivessi: "I negri sono inferiori ai bianchi: apriamo un dibattito".

Un po' li capisco, poverini: i post che il CNOP mette sulla sua pagina FB non se li fila nessuno. Negli altri commenti ci rotolano i cespugli erranti...

Qualcuno dice: ma è solo un post su Facebook! Non è mica un comunicato stampa o un articolo! È vero, il rischio strumentalizzazione tipo il Di Battista "mafioso"  è dietro l'angoloPerò non si può ridurre tutto a "è solo un link". Se hai una pagina ufficiale i link vanno selezionati. E linkare il giornale di estremisti cattolici con idee antiscientifiche non è selezione, a meno che non lo riporti per denunciare gli errori o prenderne le distanze.

Signora mia, che brutto posto quell'internet!

Una cosa che mi ha colpito di questa vicenda è che molti si sono scandalizzati dicendo che "Facebook non è il posto adatto per una discussione". Me li immagino mentre sorseggiano il the delle 5:00pm con il mignolino alzato:
"Uh signora mia, questi dibattiti sull'internet... dove andremo a finire!"
Quasi il 60% degli psicologi italiani ha meno di 50 anni. E comunque anche le nonne oggi usano Facebook. Non esistono solo i simposi e i convegni internazionali. Nei simposi e nei convegni internazionali ci si confronta in un determinato modo (in genere in modo passivo) mentre sui social si può avere un confronto più informale. Informale, per chi non conoscesse il termine, non è sinonimo di "banale" o "superficiale" o "manipolatorio".

I social non sono stati inventati per scambiare foto di gattini e link ai vostri corsi a pagamento sulla psicologia dell'alimentazione, sulla mindfullness o sulla WAIS... Se usati intelligentemente i social servono proprio per creare opinione e scambio.

Se il CNOP avesse usato la pagina Facebook intelligentemente, prima di invitare al dibattito doveva chiarire la posizione ufficiale degli psicologi italiani:
  • Il CNOP crede che l'ideologia gender esista?
  • Crede che ci sia davvero un "pericolo gender"?
  • Appoggia la demonizzazione dei fondamentalisti cattolici contro le iniziative  di educazione al rispetto e alla tolleranza?
  • Appoggia gli stereotipi di genere e il sessismo?
  • Pensa che la famiglia sia solo quella "Io-Tarzan-tu-Jane"?
Io so che non lo pensa. Lo so perché qui e su PxT ho riportato tante volte i comunicati ufficiali e le prese di posizione del CNOP su famiglie omogenitoriali, adozioni, terapie riparative etc.

Io lo so, ma i babbani (=non psicologi) che leggono lo sanno? e che idea si faranno se non gli viene esplicitato?

Almeno noi, evitiamo la cultura degli slogan e del "mi piace"

Chiarito cosa la scienza psicologica dice riguardo all'orientamento di genere, al dimorfismo psicologico, alla famiglia e allo sviluppo psicologico di bambini in famiglie omogenitoriali, allora: scatenate i mastini della guerra, liberate il Kraken  dibattito sia!
Magari evitando di esprimere opinioni a suon di "like/dislike" come ragazzine adolescenti, ma con dati scientifici alla mano, visto che siamo professionisti della psiche.
È vero che i social non sono simposi scientifici, ma quando scriviamo sui social non smettiamo di essere psicologi. Facebook non è una zona franca in cui il Codice Deontologico non vale.

Le opinioni fondate sul "secondo me..." e "di pancia dire che..." lasciamole alle groupies quindicenni. Se si parla di astrofisica, di letteratura etrusca o di morale sumerica ok, il "secondo me" possiamo anche dirlo. Non si può essere esperti in tutto. Ma se si parla di argomenti psicologici, siamo obbligati a conoscere i dati di ricerca e le principali teorie condivise dalla comunità scientifica.

Non posso scrivere che "di pancia direi che le donne sono intellettualmente inferiori agli uomini", non posso dire che "secondo me gli zingari sono tutti affetti da disturbo antisociale" o che "il pilota tedesco era affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, così, perché il nome mi suona strano"

"Di pancia" e "secondo me" un corno: sei un professionista della psiche. Cerca di ricordarlo.