Sportello d'Ascolto psicologico

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Psicologo: non sottovalutare il potere dello sportello d'Ascolto. Soprattutto se è gratuito.

Psicologo 1 - Finalmente sono diventato psicologo: cosa posso fare?
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Psicologo 1 - Un'idea per lavorare nelle scuole?
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Psicologo 1 - Per lavorare in oncologia?
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Psicologo 1 - Lo psicologo in farmacia?
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Psicologo 1 - Un'iniziativa per il quartiere?
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Psicologo 1 - Un progetto per i bandi europei?
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Psicologo 1 - Un intervento negli ospedali?
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Psicologo 1 - Lo psicologo in Comune?
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Psicologo 1 - Per le borse di studio ENPAP?
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Psicologo 1 - Una proposta per le aziende?
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Psicologo 1 - Non ho pazienti. Devo trovare un'alternativa. Che mi consigli?
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Psicologo 1 - Colleghi, mi è venuta un'idea geniale! Indovinate?
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Psicologo 1 - Ora che abbiamo costituito l'Associazione cosa facciamo?
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Psicologo 1 - Cosa devo usare per fare una buona amatriciana?
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Psicologo 1 - C'è un modo per togliere le macchie di caffè dal tappeto?
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Psicologo 1 - Il mio cane ha i pappataci
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Ricorda, giovane collega padawan: lo Sportello d'Ascolto è quello che dà allo Psicologo la possanza. Ci circonda, ci penetra, tiene unita tutta la galassia…
Lo Sportello d'Ascolto è la risposta ad ogni cosa.
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Facebook è il posto adatto per discutere di psicologia? E in che modo?

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Facebook è il posto adatto per discutere di psicologia? E come è meglio utilizzarlo? Sfruttiamo la gaffe del CNOP per fare qualche riflessione. 



Il CNOP ha sbagliato. Sulla sua pagina Facebook ha linkato un articolo di un quotidiano fazioso e che spesso propugna teorie antiscientifiche. Poi ha cercato di minimizzare dicendo che voleva "stimolare la riflessione e il dibattito". Come giustamente ha replicato +Ada Moscarella: ma quale dibattito? 
È come se io scrivessi: "I negri sono inferiori ai bianchi: apriamo un dibattito".

Un po' li capisco, poverini: i post che il CNOP mette sulla sua pagina FB non se li fila nessuno. Negli altri commenti ci rotolano i cespugli erranti...

Qualcuno dice: ma è solo un post su Facebook! Non è mica un comunicato stampa o un articolo! È vero, il rischio strumentalizzazione tipo il Di Battista "mafioso"  è dietro l'angoloPerò non si può ridurre tutto a "è solo un link". Se hai una pagina ufficiale i link vanno selezionati. E linkare il giornale di estremisti cattolici con idee antiscientifiche non è selezione, a meno che non lo riporti per denunciare gli errori o prenderne le distanze.

Signora mia, che brutto posto quell'internet!

Una cosa che mi ha colpito di questa vicenda è che molti si sono scandalizzati dicendo che "Facebook non è il posto adatto per una discussione". Me li immagino mentre sorseggiano il the delle 5:00pm con il mignolino alzato:
"Uh signora mia, questi dibattiti sull'internet... dove andremo a finire!"
Quasi il 60% degli psicologi italiani ha meno di 50 anni. E comunque anche le nonne oggi usano Facebook. Non esistono solo i simposi e i convegni internazionali. Nei simposi e nei convegni internazionali ci si confronta in un determinato modo (in genere in modo passivo) mentre sui social si può avere un confronto più informale. Informale, per chi non conoscesse il termine, non è sinonimo di "banale" o "superficiale" o "manipolatorio".

I social non sono stati inventati per scambiare foto di gattini e link ai vostri corsi a pagamento sulla psicologia dell'alimentazione, sulla mindfullness o sulla WAIS... Se usati intelligentemente i social servono proprio per creare opinione e scambio.

Se il CNOP avesse usato la pagina Facebook intelligentemente, prima di invitare al dibattito doveva chiarire la posizione ufficiale degli psicologi italiani:
  • Il CNOP crede che l'ideologia gender esista?
  • Crede che ci sia davvero un "pericolo gender"?
  • Appoggia la demonizzazione dei fondamentalisti cattolici contro le iniziative  di educazione al rispetto e alla tolleranza?
  • Appoggia gli stereotipi di genere e il sessismo?
  • Pensa che la famiglia sia solo quella "Io-Tarzan-tu-Jane"?
Io so che non lo pensa. Lo so perché qui e su PxT ho riportato tante volte i comunicati ufficiali e le prese di posizione del CNOP su famiglie omogenitoriali, adozioni, terapie riparative etc.

Io lo so, ma i babbani (=non psicologi) che leggono lo sanno? e che idea si faranno se non gli viene esplicitato?

Almeno noi, evitiamo la cultura degli slogan e del "mi piace"

Chiarito cosa la scienza psicologica dice riguardo all'orientamento di genere, al dimorfismo psicologico, alla famiglia e allo sviluppo psicologico di bambini in famiglie omogenitoriali, allora: scatenate i mastini della guerra, liberate il Kraken  dibattito sia!
Magari evitando di esprimere opinioni a suon di "like/dislike" come ragazzine adolescenti, ma con dati scientifici alla mano, visto che siamo professionisti della psiche.
È vero che i social non sono simposi scientifici, ma quando scriviamo sui social non smettiamo di essere psicologi. Facebook non è una zona franca in cui il Codice Deontologico non vale.

Le opinioni fondate sul "secondo me..." e "di pancia dire che..." lasciamole alle groupies quindicenni. Se si parla di astrofisica, di letteratura etrusca o di morale sumerica ok, il "secondo me" possiamo anche dirlo. Non si può essere esperti in tutto. Ma se si parla di argomenti psicologici, siamo obbligati a conoscere i dati di ricerca e le principali teorie condivise dalla comunità scientifica.

Non posso scrivere che "di pancia direi che le donne sono intellettualmente inferiori agli uomini", non posso dire che "secondo me gli zingari sono tutti affetti da disturbo antisociale" o che "il pilota tedesco era affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, così, perché il nome mi suona strano"

"Di pancia" e "secondo me" un corno: sei un professionista della psiche. Cerca di ricordarlo.
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Tirocinio a 6 mesi ed Esame di Stato ridotto a 2 prove

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Due prove per l'Esame di Stato e tirocinio post lauream di 6 mesi. È un reale vantaggio per la formazione? E voi siete d'accordo o fareste in modo differente?


Una cosa è certa: il tirocinio degli psicologi non ha pace. Prima era 1 anno dopo la laurea, poi è diventato integrato ai 5 anni di studio, poi di nuovo post lauream... Adesso il CNOP propone di ridurlo a 6 mesi. L'altra proposta è di eliminare 2 prove dell'Esame di Stato.

In questi giorni alcuni colleghi hanno polemizzato, inveito, accusato il CNOP, accusato gli ordini regionali, accusato lo Stato, i Rosacroce, i Rettiliani e chiunque sia accusabile.
Mi sorprende però che nessuno si sia fatto 2 semplici, banali domande:
  1. quante ore di tirocinio verranno richieste?
  2. quali sono le 2 prove dell'EdS che verranno abolite?
Faccio fatica ad essere d'accordo o contro qualcosa se non so di cosa stiamo parlando.
La cultura del "mi piace" "non mi piace" ha infettato anche noi psicologi, purtroppo. Siamo affetti da "like compulsivo". Ma è anche vero che il comunicato stampa del CNOP non spiega niente. Dice solo che è stata fatta la proposta al MIUR «di ridurre a sei mesi il tirocinio post lauream e a limitare a due sole prove l’esame  di Stato». Ma quante ore in quei 6 mesi? E quali prove rimarranno?
Per fortuna i lettori di FarePsicologia non sono come quelli che leggono altri blog, per cui non si lasciano manipolare e fomentare come marionette. I lettori di FP oltre alla pancia hanno anche la testa, le gambe e gli occhi. Per questo ci vogliamo bene, ci stiamo simpatici e ci stimiamo vicendevolmente!
Ok, fine del momento MariaDeFilippico. Ragioniamo un attimo su queste due proposte.

Tirocinio di 6 mesi

Tutti, ma proprio tutti, sono d'accordo su un punto: la cosa più importante è che il tirocinio sia professionalizzante. Concreto, utile e formativo. Poi si può anche discutere della durata.
Siccome non conosciamo ancora i dettagli della proposta, le prospettive sono due:
  • o da 1000 ore si passerà a 500
  • o le 1000 ore attualmente richieste verranno concentrate in 6 mesi.
Nel primo caso non sono d'accordo. Io da tempo propongo di aumentare il numero di ore di tirocinio (a patto che siano ore professionalizzanti, sennò meglio lasciar perdere).
Se invece la proposta è di fare 1000 ore in 6 mesi, allora ci potremmo anche stare. Facendo un rapido calcolo significherebbe un impegno quotidiano, un po' come quello del tirocinio per gli avvocati o dei commercialisti (ma di durata inferiore alla loro).

Il problema è: esistono tutte queste strutture che possono dare lavoro ai tirocinanti?
Io credo di no. Non abbiamo strutture ospedaliere come infermieri e medici. E qui veniamo al secondo punto: si parla del tirocinio esclusivamente in chiave clinica. Ma gli psicologi non sono solo clinici.
Il CNOP dovrebbe dividere le carriere di chi lavora in ambito clinico e chi lavora in altri ambiti. Altrimenti la formazione sarà sempre approssimativa, mai esaustiva (come puoi renderla esaustiva se ci deve stare dentro un po' di tutto?) e far fare ad uno psicologo del lavoro o sperimentale il tirocinio alla ASL non ha senso, come non ha senso che psicologi clinici facciano il tirocinio scrivendo gli articoli per conto di qualche srl.

Due prove per l'Esame di Stato

Anche qui se c'è una cosa su cui tutti, ma proprio tutti i colleghi sono d'accordo è che l'Esame di Stato non è uno strumento adatto alla selezione: non valuta se si possiedono le competenze pratiche per svolgere la professione che la legge 56/89 gli riserva.

Nel caso specifico, visto che non sappiamo quali sono le prove che verranno abolite che senso ha urlare non è giustooooo, castaaaa, ladriiii, vergognaaaa (vergogna ci sta sempre bene)?
Se vengono abolite la prima e la quarta prova io sarei d'accordo. Ma le due prove restanti dovrebbero essere modificate e diversificate.
Perché non mi spiego che senso abbia lasciare scelta libera tra prova "di ricerca", "di sviluppo", "di organizzazioni" e "clinica". Dovrebbe essere obbligatorio che si faccia la prova relativa alla formazione ricevuta, senza veicolare il messaggio del tutti-fanno-tutto che affligge la nostra professione.

La mia proposta: vera formazione, vera specializzazione

La mia proposta è che l'Ordine dovrebbe riconoscere e dare dignità ad almeno 2 diverse professionalità all'interno dell'Albo, distinguendo clinici e non clinici, un po' come avviene ad esempio tra medici e dentisti.
A cascata, si potrebbero progettare percorsi formativi più mirati e concreti, in modo che chi esce dall'università abbia sul serio gli strumenti per lavorare in azienda o in ambito sanitario. Non sulla carta. Strumenti di intervento nelle aziende o nel settore pubblicitario e dall'altra parte strumenti per l'intervento clinico. Solo allora si potrà mettere mano in modo serio all'altra questione che fa girare tantissimi soldi: le specializzazioni e il mercato dei "corsi" per psicologi.

Oggi le specializzazioni non esistono. Ne esiste di fatto solo una: psicoterapia. Distinguendo la formazione tra clinici e non clinici, il percorso clinico potrà essere progettato in modo più mirato, in modo che chi esce abbia subito e concretamente le conoscenze e l'esperienza per gestire la psicodiagnosi, il setting, le tecniche di colloquio e intervento e la prevenzione. In pratica uno "psicoterapeuta junior" con tirocinio altro che 1000 ore, molte di più, a partire dal primo anno.

E le scuole di specializzazione che fine fanno? Si convertono in vere specializzazioni: sessuologia, psicotraumatologia, disturbi alimentari, psiconcologia... Solo così avrebbe senso parlare di specializzazioni. Lo stesso discorso va fatto per il percorso non clinico.

Non si può fare in un giorno, lo so. Non si può neanche limitare in un giorno il numero di psicologi che vengono sfornati ogni anno. Ma se non si inizia mai non si arriva mai.
Per fare questi cambiamenti ci vuole coraggio. Sono scelte molto impopolari, che scontenteranno molti e pesteranno i piedi a chi ha interessi di potere ed economici, chi guadagna grazie alla cannibalizzazione e ha tutti gli interessi che il numero degli zombie sia elevato (più psicologi = più guadagno). L'attuale CNOP è capace di questo?

Cari lettori, voi che siete immuni dalla mipiacite e al virus del dajeallinfame, in attesa di avere notizie più precise, cosa ne pensate? Che soluzioni adottereste?
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